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Full text of "A Charter of Privileges of the Jews in Ancona of the Year 1535"

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By Max Radin, New York City. 

In 1880, M. Isidore Loeb wrote in the Revue des Etudes 
'Juwes(I,p. 114): 'L'histoire des relations des Juifs avec 
la papaute reste encore a faire.' That fact is the more 
unfortunate, since it is clear that the attitude of the ' Head 
of Christendom' served very largely as a model for other 
Christian states. Indeed, the position of the Jews in 
Western Europe was consciously based upon the formula- 
tion of their rights and disabilities prepared at Rome on 
the basis of the Decretals of Gregory IX (1234) :* That 
history, therefore, which is yet to be written, viz. of the 
relations of Jews to the Papacy, is of fundamental im- 
portance for any adequate treatment of Jewish history 
during the Middle Ages. 

The document before us, a charter of privileges granted 
June 39, 1535, for five years to certain German and other 
Jews residing at Ancona is extraordinary in the number 
and character of the privileges conferred. The fact of the 
tolerant policy toward Jews on the part of Pope Paul III 
is not merely reconfirmed, but we can see indications of 
that particular favour which earned for him while Cardinal 
the gibes of Julius II-. It is a special indication of the gaps 

1 Decretals, X, 5, 6 : De Judaeis Sarracenis et eorum servis. Cf. 
S. E. Scherer, Die Rechtsverh'aUnisse der Juden in den deutsch-ost. Landern, 
[1901], pp. 24, 32-50. 



in our sources that no collection of papal documents, no 
general or special study of the history of the Jews in Italy, 
contains either this charter or any reference to it. 

It consists of three parchment leaves so folded as to 
make a book of twelve pages. Its size is 7 by 8 in. The 
cover, containing the first few sections and the end of 
the notarial attestation, is missing. A little above the 
centre, a hole has been gnawed through the entire book 
by mice. However, practically nothing of importance has 
been lost. 

The provenance of the book is unknown. At the present 
it is the property of the Jewish Theological Seminary 
of America, and it is to the courtesy of the Librarian 
of that institution, Professor Alexander Marx, that I owe 
the opportunity of examining and publishing it. 

In the printing of the following text, parentheses, ( ), 
have been used to indicate that the letters in the text 
have been omitted by carelessness or for abbreviation. 
Square brackets, [ ], indicate corrections of errors in the 
text. Words supplied to fill the above-mentioned gap 
are printed in italics. Otherwise, care has been taken to 
preserve the exact reading of the text even to its ortho- 
graphical inconsistencies, except that to avoid misunder- 
standing the article has been separated in those cases 
where it was written continuously with a following or 
preceding word ; e. g. chel for che 7, lutile for Vutile. 


1. del loco dove habitaran(n)o et sui offitiali p(er) alcuna 
cagione far ne far far(e) alcu(no) decreto o r(e)formanze in 
loro p(re)iuditio et q(ue)lli / fatti siano nulli. 


2. It(em) : supplicamo [supplicanno] li p(refa)ti, ut 
s(uprascriptum est), che sia data piena et indubitata / fede 
ad tutti libri et bastardelli grandi et piccoli tanto/fatti 

quanto da farsi qu essero prestiti di denari / re- 

ceptione de pegni prestito et del riscotere / di 

detti pegni com de diverse cose et mer/cantie 

con qualunq si fusse et patti et co(n)ditio/ni quali 

si soglio tra contrahenti et che in essi libri no(n) 

si testimonii quali libri et bastardelli hab 

executione parata co(n)tra li debitori in essi descritti et 
nominati come si fussero publici et auctentici instrumenti 
no(n) obstanti constitution! decreti consuetudino reforma(n)ze 
et altr(e) cose fussero in co(n)trario. 

3. It(em) : supp(lica)no gli sia lecito et possano prestare 
securamente et liberamente et senza alcuno impedimento 
con contratti piacendo a loro et co(n) pegni . . . sopra beni 
stabili et in ogni altro modo a essi piacesse in la citta terre 
et luochi predetti ad utile et usura. 

4. Item : supplicano li prefati gli sia lecito et possano 
togliere sopra li pegni mobili per prodo et utile uno 
bolognino el mese per ciaschun fiorino ad ragione de 
bolognini quaranta per fiorino, et da un fiorino in giu gli 
sia lecito togliere per utile uno dinaro bono el mese per 
ciaschun bolognino et che '1 bolognino s' entenda de venti- 
quattoro dinari et sia licito mettere mese rotto per sano 
et non vogHono esser tenuti fare mese sano se non o sano 
o rotto secondo che occurresse in la ragione delli pegni 
et che quanto al prestito da farsi ad 

Pag. a. 
contratti ouero sopra beni stabili possano togliere et gli 
sia licito /per ciaschun fiorino uno bolognino et mezo el 


mese per quanto / decto prestito montasse tanto de dinari 
prestati ad contratti senza beni stabili et piu et meno 
secondo se pattuiranno in sieme decti contract!. 

5. Item : supplicano gli sia licito dar bovi o altri 
animali ad soccita et ad collatico ad grano secondo . . . 

6. Item : supplicano che nessuno delli 

potesta quanto altri offitiali ouero priori delli pre(detti 

ecclesiastici ouero seculari tanto presenti quanto 

futuri constre(n)gere detti prefati hebrei ne soi 

fattori ne famegli almente ne far constrengere ne 

per executione reale contra prima non siano 

citati et audite le loro ragioni et juridicalmente per sen- 
tentia condennati et maxime havendo el valore della 
quantita venissero condennati nelli predetti lochi. 

7. Item : supplicano che ad essi prenominati sia licito 
ad coptumare et dare ad coptumo el banco quale 
tenessero in ditti lochi ad un' altro hebreo overo ad piu 
hebrei senza pena alcuna con quelli patti conventioni et 
pretii tra loro si accordaranno non obstanti alcun' altra 
legge tanto hebraica quanto latina constitutioni statuti et 
reformanze capitoli et ordini fussero in contrario, et che 
detti coptumarii godano tutte executioni et priuilegii che 
godano essi capitulanti senza altra confirmatione de 

8. Item : supplicano li prefati che siano exempti da 
ogni obsequio personale et reale delli detti lochi tanto 
ordinario quanto extraordinario et da ogni et qualonque 
altra imposita che per alchun modo accadesse si ponesse 
alii huomini de detti lochi et similmente siano exenti da 
ogni datio et nova impositione de gabelle passaggi tratte 
et messe de cavar grani da li ditti lochi per la vita loro 


durante el tempo de detti capitoli, attento che loro pagano 
le taglie alia S(anti)ta di N(ostro) S(igno)re. 

Pag. 3. 

9. Item : supplicano che non possano esser molestati 
da alcuna persona ecclesiastica overo seculare de qualonque 
dignita se sia ad pagare alcuna decima in qualonque modo 
si fusse, durante il tempo di decti capitoli. 

10. Item : supplicano che di tutti pegni che sono im- 
pegnati et da impegnarsi a lo loro banco et fusse passato 
1' anno del giorno che furono impegnati dalli homini delli 
prefati lochi overo forastieri li possano vendere et fame 

tanto quanto fosse cosa loro propria et non 

piacendo vendere detti pegni ad essi del banco 

overo soi fattori et ministri et et do poi li patroni 

di essi volessino riscotere tenuti pagare lo 

capitale et 1' utile in sino ad quelli racoglie cio 

e piacendo alii patroni del banco predetto ad compiacerli. 

11. Item: supplicano li prefatti non volere esser astretti 
ad prestare alcuna quantita de dinari ultra la loro possi- 
bilita et volunta tanto sopra li pegni mobili quanto stabili 
overo ad contratti ad nessuna persona delli prenominati 
lochi o forastieri ma solo prestar quel tanto a loro piacera 
tanto sopra pegni quanto sopra le prenominate cose et che 

li di qualonque maniera si fussero si licito pigliarli 

che vagliano il doppio piu delli denari che 1' impresta- 
ranno ne possano esser astretti al prestar piu. Et accadendo 
che detti pegni fussero forati overo robbati et tolti per 
executioni da alcuno offitiale non possano essere astretti 
ad renderli se prima non e satisfacto el banco integramente 
tanto della sorte principale quanto del usura et piu gli sia 


licito recevere pegni da ogni persona ecclesiastica overo 
seculare da fanti figlioli et moglicre et da ogni altra persona 
non obstanti statuti reformanze ordinamenti et constitution! 
che in contrario facessero. 

Pag. 4. 

12. Item: supplicano che passato 1' anno del pegno et 
tenendolo piu del anno li sia licito metter prodo a capitale 
non perho per questo capitolo se preiudichi al vender delli 
pegni predetti in la fine del anno quali vogliono poserli 
vender piacendoli et similmente questo capitolo habbia loco 
in li contratti tanto sopra beni stabili quanto in altri con- 
tratti et private scritture in qualonque modo si sia. 

13. Item : supplicano che a loro scritture libri 

et bastardelli per nessun tempo tanto per il passato quanto 
per il venire possa nocere ne obstare alcuna exceptione 

de prescr(iptione non obstante ragione commune 

constitutioni et ordinamenti fussero in contrario. 

14. Item : supplicano che nessuno offitiale (nelli) prefati 
lochi possa constrengere essi prefati hebrei ad prestar dinari 
sopra pegni et senza pegni ad alcuna persona contra la 
loro volonta. 

15. Item : supplicano si alcun pegno li fusse furato 
overo smarito o per alcun caso rubbato non vogliono esser 
tenuto ad pagar si non el doppio di quello fussero im- 

1 6. Item : supplicano che, — dio cessi tal caso ! — la 
lor casa et pegni si ardessero o gli fussero per guerra 
rubbati overo sforzati o gli fusse rotta la casa in tempo 
di . • o per altra controversia che fusse non vogliono esser 
tenuti ad alcuna emenda. 


17. Item : supplicano die loro non vogliono esser tenuti 
ne obligati ad alcuna emenda di panni che si guastassero 
per sorici brattule et altre tigne. 

18. Item : che li beccari del loco dove habitaranno siano 
tenuti et obligati venderli la carne et admazarla ad usanza 
di hebrei sotto pena de fiorini cinque per ogni volta che 
gli rinuntiassero 

PAG. 5. 

la carne et lo admazar delle bestie d' aplicarsi per la mita al 
potesta et altra mita al comune di dicto loco et non faccen- 
dola al preditto modo gli sia licito comprare el bestiame 
per uso loro et admazarlo a lor modo senza pena bando 
et gabelle et si per caso la bestia che uccidessero non 
fusse legitima al modo hebraico gli sia licito venderla ad 
ogni persona. 

19. Item : che nel venerdi santo rati nelle loro 

case non possano ne debbiano esser m(olestati) da alcuna 
persona tanto ecclesiastica quanto seculare et li pri(ori del) 
loco done [dove] habitaranno siano tenuti et obligati sotto 
pena (di c)ento ducati d' oro da applicarsi alia camera 

apostolica uno al venerdi santo mandar bandi per 

li lochi consueti .... esso loco, che nulla persona tanto 
ecclesiastica quanto seculare ardisca ne presuma sotto la 
dicta pena fare ne far fare contra li predetti hebrei et 
loro beni alcuna molestia et li contrafacienti siano puniti 
et che '1 p(at)re sia tenuto per el figliolo, et patrone per 
el garzone, et lo maggiore per lo minore di casa. 

20. Item : supplicano che bisognando per sostenimento 
del banco oVero salvatione delli pegni quali non fossero 
riscossi o per altra cagione trare o rimettere detti pegni 
in dicto loco dove habitassero gli sia licito trare et reportarli 
ad loro ben placito. 


ai. Item : supplicano che passato il tempo di detti 
capitoli per qualonque modo si fusse che detti pegni non 
fussero riscossi possano pigliare 1' utile secondo si contiene 
in essi capitoli per insino ad sei mesi dopoi sara finito el 
tempo di quali sei mesi passati ; a la fine di quelli sia licito 
ad essi capitulanti fare di detti pegni come di cosa loro 
propria et possere goder tutti et singoli presenti capitoli. 

PAG. 6. 

32. Item: supplicano che accadendo in dicto tempo 
de detti capitoli che alcuno di loro fusse accusato overo 
denuntiato davanti al qualsivoglia judice tanto ecclesiastico 
quanto seculare ad esso accusante overo denuntiante non 
sia data fede alcuna excetto ditta accusa et denuntia non 
fusse provata per tre testimonii fide digni quali debiano 
stare a paragone con esse accusati overo denuntiati : et 
per questo capitolo non se intenda preiudicare alia bulla 
del P(apa) Alexandra in dutta in favor delli hebrei della 
Marca et confirmata per li altri pontifici. 

23. Item : supplicano che essendo li prefatti . . . quo .... 

nomine ricercati ad prestare ad carta overo ad che 

gli sia licito togliere uno bolognino et mezo per fiorino 
el mese secondo si contiene in li preinserti capitoli overo 
secondo si accordaranno con quelli che voranno li loro 
dinari et che tutti li loro contratti tanto de deposito quanto 
de altre private scritture overo di robbe vendute giongendo 
el tempo delli detti contratti di riscotere li loro dinari et 
li loro debitori non pagassero al tempo deputato et tra loro 
convenuto siano tenuti essi debitori et debbiano pagare 
1' utile detti dinari tutto il tempo che li teneranno et 
haveranno tenuti et sia gli fatta detti oratori ragion sum- 


maria tanto del utile quanto del primo capitale non obstante 
statuti reformanze et ordinamenti che in contrario dispones- 
sero et pagandosi alcuna quantita de dinari per li loro 
debitori se intenda per 1' utile corso per il tempo passato 
et pagandosi piu se scompoti nel capitale. 

24. Item: supplicano che ad essi prenominati quibus 
ut suprascriptum est nominibus sia licito prestare ad ogni 
et qualunque forastiero con pegni et ad contratti secondo 
si contiene in li predicti capitoli et piu et meno secondo tra 
loro saranno concordi. 

Pag. 7. 

25. Item : che li sia licito vendere et far vendere ogni 
sorte de frumenti et biadi, panni di lino et di lana et altre 
cose in credenza secondo li patti che faranno con li com- 
pratori senza pena alcuna. 

16. Item : supplicano che accadendo alcuno errore in li 
calcoli overo nel togliere del utile o in qualunque altro 
modo si fusse non vogliono esser tenuti ne incorrano pena 
alcuna ma solum ad refare li conti et restituire quel tanto 
fusse prestato fuora del dovere. 

27. Item : supplicano che essi et la lor famiglia possano 
et sia lor licito andare senza segno per tutte le citte terre et 
luochi predetti. Et non portando dicto segno non possano 
esser molestati da marescallo ne da alchufli offitiali o 
commune et superiori de detti lochi. 

28. Item : supplicano che contra li prenominati et lor 
famiglia nelle loro facende et occurentie per nessun modo 
alcuno potesta o altro offitiale di qualonque dignita se sia, 
tanto presente quanto futuro, possa procedere in alcuno 
atto ignominioso ne fare executione alcuna reale o personale 
sotto alcuno quesito colore ma solum possa contra lor 



procedere lo signore locotenente de detti lochi et soi 
auditori quali habbiano da essere judici competenti a loro ; 
et questo senza preiuditio della Bulla preditta. 

39. Item : supplicano non volere esser tenuti ne obligati 
ad far fare li bandimenti delli pegni quali havessero passato 
1' anno secondo forsi e stato consueto per el passato ma 
vogliono essere in loro liberta. 

30. Item : supplicano che non siano tenuti in tempo di 
morbo o di guerra o d' alcun' altra suspitione stare et fare 
residentia in dicti lochi. 

31. Item: supplicano che non vogliono esser tenuti ne 
obligati far alcun scam- 

PAG. 8. 

bio di pegni contra la loro volonta. 

33. Item : supplicano che '1 potesta et altri offitiali 
de detti lochi siano tenuti et debbiano administrare ragione 
summaria et expedita, — non servata forma judiciaria sed 
sola facti veritate inspecta — et secondo li loro libri et 
scritture et che li detti offitiali siano tenuti et obligati 
ad osservare et far osservare tutti et singoli presenti capitoli 
inviolabili sotto pena de cinquanta ducati d' oro per ciascuno 
et ciascuna volta che contrafacessero da applicarsi ipso 
facto alia camera apostolica et similjmente nessun com- 
missario et altro offitiale presente et futuro ecclesiastico 
overo seculare di qualonque grado et dignita se sia ardisca 
ne presuma contravenire alii presenti capitoli sotto pena di 
cento ducati d'oro da applicarsi ipso facto alia camera 
apostolica per ciascuno et ciascuna volta se contravenisse. 

33. Item : supplicano che tutti altri capitoli privilegii 
et gratie che loro havessero havute ottenute usate et 
godute per li tempi passati et confirmati da 


overo da altri superior! possano godere et usare come li 
present! capitoli. per dicto tempo de cinque anni non 
obstanti fusse passato et finito il tempo di usarli et goderli 
et alcun' altra cosa in contrario. 

34. Item : supplicano che in alcun tempo li prefati 
hebrei non siano vexati ne constretti overo in alcun modo 
molestati dalle communita dei detti lochi overo da potesta 
et altri officiali ad persuasione de predicatori ad audire et 
andare audire loro predicationi non obstanti cosa fusse 

$5. Item : perche li prefati hebrei allegano havere alcuna 
loro controversia et inimicitie et dubitano non li sia fatta 
alcuna violentia, per questo supplicano per le loro securita 
gli sia licito 

Pag. 9. 

in detti lochi a ciascuno di loro et a d[o]i loro famegli 
in compagnia portare le arme honeste et fuora de detti 
lochi portarle al modo loro et per questo non possano esser 
molestati ne puniti da Marescallo alcuno overo potesta et 
offitiali de detti lochi non obstanti statuti ordinamenti 
et Bandimenti fussero in contrario. 

36. Item : che li prefatti hebrei non siano tenuti ad 
prestare contra la loro volonta dinari panni letti cavalli 
o alcun' altra cosa ne ad locatenenti ne ad priori ne ad 
altra persona tanto ecclesiastica quanto seculare ; et quando 
li . . . saranno sforzati alle predicte cose quelli li quali li 
sforzaranno cadano in pena de ducento ducati d'oro da 
applicarsi alia camera apostolica per ogni volta che dicto 
caso intravenisse non obstanti alcuna cosa gli fusse in 

37. Item : che nel di delle feste, loro et lor donne 

R 2 


possano lavorare in le loro case senza pagar pena alcuna 
et ogni volta che saranno molestati incorrano in la pena 
predicta da applicarse come di sopra. 

38. Item : li prefatti supplicano che essendo trovati dalla 
corte de dicti lochi andare di notte senza lume non gli 
possano sforzare ad pagare pena alcuna et quello che li 
sforzaranno incorrano la pena di vinticinque ducati d' oro 
da applicarsi ipso facto alia camera apostolica non obstanti 
statuti ordinamenti consuetudini bandi et alcun' altra cosa 
in contrario li fusse. 

39. Item : supplicano che si per caso durante il tempo 
de detti capitoli le communita di detti lochi o alcuno di 
essi prohibesse a detti capitulanti che non prestassero sopra 
pegni ne ad 

Pag. 10. 

alcun' altro modo et gli rompesse detti capitoli per justa 
causa, possano li prefati prestare alii forastieri non obstanti 
la prohibitione de dicta communita ne incorrano perho 
pena che li imponesse. 

40. Item: supplicano li prefati che accadendogli esser 
fatta permissione overo obligatione di alcuna sorte de biadi 
et frumenti o vini o altre cose che fussero da homini di 
detti lochi possano exeguirli et riscoterli quanto in essa 
conventione sara quantumche incarissero o invilissero loro 
pretio et per questo li sia fatta ragion summaria et de piano 
sine figura iudicii da tutti et singuli offitiali et potesta [de] 
detti lochi in . . . tale executione non obstanti statuti et 
bandimenti o altra cosa fusse in contrario tanto fatto 
quanto da farsi. 

41. Item: supplicano li prefati che essendo ricerchi da 
alcuno ad prestar dinari sopra pegni non havendo loro 


dinari gli sia licito portare detti pegni in altri banchi et 
quelli impegnare di consentimento del patrone et che a 
tempo di morbo o di guerra non siano tenuti exercitare 
alchun negotio. 

42. Item : supplicano che a detti oratori o a loro 
famegli administratori et fattori sia licito il di festivo 
vendere et comprare et far tutte le faccende nelle loro 
case honestamente et si el potesta o altri offitiali gli desse 
molestia o gli astrengessero ad farli pagare alcuna pena 
incorrano la pena de cinquanta ducati d' oro da applicarsi 
come di sopra. 

43. Item : supplicano li prefati che a loro crediti non 
possa nocere ne obstare alcuna sorte de moratorie o 
cinquine ne alcun' al- 

PAG. 11. 

tra dilatione che in preiuditio de detti hebrei fussero per 
alcun tempo et da alcun superiore concedute, ma quelle 
non obstante possano liberamente exigere li loro crediti 
attento che a loro bisogna pagare le loro taglie et vigesime 
alia Santita di Nostro Signore et volendo alcuno di detti 
debitori cedere alii beni ad tal cessione non siano admessi 
si non osservaranno in tutto et per tutto la forma delli 
statuti delli predicti lochi. 

44. Item : perche molte volte e accaduto che passando 
per detti lochi soldati et altre gente quale la communita 
e obligata overo necessitata allogiarli nelle proprie case 
delli homini de detti lochi et li priori et altri che regono 
per ...... tal peso dalle spalle li hanno per bolettini o 

altrimente in ... . alle case de detti hebrei per il che hanno 

sostenuto grande danno et pero supplicano che accadendo 
simil caso non possano esser gravati a ricevere in le loro 


case soldati o altre genti ad allogiare alle loro proprie 
spese eccetto quando tale allogiare fusse generale in dicti 
lochi et facendosi altrimente li priori o altri che reggeranno 
ad quel tempo siano obligati removere detti soldati et 
altre gente da le case de detti hebrei et contrafaciendo 
incorrano la pena de tutti danni spese et interessi che per 
tal causa patissero et ogni judice de detti lochi sia tenuto 
in questo caso farli ragione sommaria. 

AUGUSTINUS Spinola S(anc)ti Apollinaris presbiter 
Cardinalis S(anctae) R(omanae) E(cclesiae) Camerarius 
Suprascripta capitula pro parte prefatorum Isac de Magis 
et Lustri Simonis theutonicorum habitantium in civitate 
Ancone provincie Marchie et aliorum ut suprascriptum est 
hebreorum nobis per nos toleranda porretta et presentata 
ac per nos visa corretta et modificata, De 

Pag. i a. 

mandato S(ancti) D(omini) N(ostri) 

vive vocis oraculo super hoc nobis facto, et auctoritate 
nostri Carneriatus officii prout supra notata et scripta sunt 
predictis hebreis eorumque filiis et heredibus sociis insti- 
toribus factoribus famulis et ministris per quinque annos 
a dat(ione) presentium computan(dos), eo modo quo sine 
peccato possumus et s(anc)ta Mater ecclesia consuevit, 
toleramus, MANDANTES quibusvis gubernatoribus, loca- 
tenentibus, auditoribus, potestatibus, barisellis, schalchis, 
executoribus ceterisque offitialibus quocunque nomine 
nuncupatis secularibus et ecclesiasticis nunc et pro tempore 
existentibus et ubilibet in locis S(anctae) R(omanae) 
C(uriae) mediate vel immediate subiecte constitutis, 
quatenus premissa omnia inviolabiliter observent et faciant 


ab aliis observari sub excommunicationis et mille duca- 
torum pro quolibet contrafaciente camere apostolice appli- 
candorum penis : irritum decernentes et inane quicquid in 
contrarium contigerit attemptari, constitutionibus et ordina- 
tionibus apostolicis ac capitulis hebreis in Iocis predictis 
toleratis seu tolerandis, — et si in illis expresse caveat quod 
nullus alius hebreus in eisdem locis mutuare et fenus 
exercere possit nisi persone dicta capitula habentes, quibus 
illorum tenores persufficienter expressis [habentes], illis 
alias in suo robore permansuris ac vice, dumtaxat specia- 
liter et expresse derogamus, — ceterisque contrariis non 
obstantibus quibuscumque. Datum Rome in camera apo- 
stolica die vigesima nona mensis junii MDXXXV pontificatus 
santissimi in Christo patris et D(omini) Nostri Domini 
Pauli divina providentia papae tertii Anno primo. 

At the end of the last page appears the phrase visa 
Philippus . . . Below appear the words omisso sigillo in 
capsula stan{n)ea pendente, and then the attestation, which 
was completed on the missing leaf. 

Ego Thomas de Monacis de Aug[ustino ordine] publicus 
apostolica auctoritate notarius supradictum exemplum seu 
transuntum [transumptum] . . . 

After the last capitolo there is written in a slightly more 
Gothic hand, and in different ink, the following. Toward 
the left : Vidi Claudius Sarbossus pretor ; toward the 
right : Vidi David Lo-ly Cens. MDXXXV. 

At the bottom of page 11, in a hand similar to that 
of Sarbossus, and in the same ink, we find the following 
statement, — evidently incomplete : 

In vedendo et li previditi et li sudditti executioni delli 
ordini delli patroni nostri che non havendo offltio alcuno 
di exeguire controli su dicti hebrei non vogliono . . . 


A similarly incomplete section has been inserted after 
cap. 41 on p. 10 : 

Item : supplicano che siano exeguiti li ordini per poter 
exer . . . 

Also at the bottom of p. 7 : 

vi sono alcuni uomini che sotto specie di . . . 

At the bottom of p. 6, and after cap. 30, disjointed 
phrases are written, some of which are repetitions of the 
words immediately over them. The latter undoubtedly 
create the impression of being written in order to practise 
the handwriting. At any rate all these sentences and 
phrases were obviously added after the document left 
the Papal Chancellery, and are therefore no real part 
of it. 

Marginal notes in Hebrew are found at the side of some 
capitoli in order to indicate the contents. So at the side of 
cap. 11, p. 3, appears the word rDM. Other words occur in 
the margin near cap. 13, p. 4, and cap. 15 (p. 4), but they 
are illegible. 

Either the holder of the document, or the clerk who 
executed it, has directed special attention by marks or 
underlining to cap. 6 (p. a) and 13 (p. 4), and to the words 
' et piu gli sia licito recevere pegni . . . et da ogni altra 
persona non obstanti statuti ' &c. in § 1 1 (p. 3). 

The following is a brief summary of the contents of 
each capitolo : 

1. The local authorities are to make no laws or regula- 
tions to the prejudice of the Jews herein referred to. 

a. Their books and memoranda shalj be valid evidence 
for transactions of any sort. 

3. They may make contracts of any sort secured by 
pledges of either realty or personalty. 


4. They may charge as interest 1 bolognino a month 
for every florin (30% per annum), for sums less than 
1 florin, 1 dinaro a month for every bolognino (50 % per 
annum), on pledges of personalty. A fraction of a month 
to count as a full month. On pledges of realty the rate is 
to be !■§ bolognini per florin (45 % per annum). 

5. They may make contracts for the keep and care of 
oxen and other live-stock. 

6. No official, ecclesiastic or secular, may confiscate 
their money or property except in execution of a judgement 
duly obtained from a competent tribunal. 

7. They may assign their banking privileges to one or 
more Jews upon any terms they please ; the assignees to 
stand in exactly the position they themselves occupied. 

8. They are exempt from all taxes or imposts of every 
description except the tattle to the Roman See. 

9. They are to pay no tithes to any person ecclesiastic 
or secular. 

10. If pledges are not redeemed within one year, they 
may be sold as though they were the banker's property. 
If the latter chooses to keep them he may charge interest 
as heretofore. 

11. The Jews are not to be required or forced to loan 
upon security more than they choose. If the pledge is 
lost or stolen, they may deduct amount loaned and interest, 
in making compensation. They may loan to any person, 
ecclesiastic or secular, to servants, children, and women. 

1 a. After the year of redemption has passed they may 
add the accrued interest to the capital without prejudice to 
their right of selling the pledge. 

13. Statutes of limitations are not to run against their 
written contracts. 


14. No official is to compel them to make a loan 
against their will. 

15. In case of loss or theft of the pledge, they are not 
to pay more than twice the amount loaned under any 

16. In case of Act of God ox force majeure (fire, — which 
God forbid, — war, hurricane), they are not to be responsible 
for the pledges. 

17. They are not responsible for damage done by 
vermin or decay to pledged clothing. 

18. The local butchers are to slaughter cattle of the 
Jews according to the Jewish ritual, under pain of 5 fl. 
fine for every offence. The Jews may, otherwise, slaughter 
them themselves without payment of any licence-fees., and 
sell what their dietary laws forbid them to use. 

19. On Good Friday they are to be free from molesta- 
tion of any sort. The local officials, under pain of 100 gold 
ducats fine, are to take special precaution to secure their 
safety by appropriate proclamations. The head of the 
household will be responsible for acts committed by minors 
under his care. 

20. They may take their pledges with them whenever 
change of residence is necessitated. 

21. At the expiration of this charter, they have six 
months' grace for all pledges not yet redeemed, and they 
may sell these pledges at the end of those six months. 

32. In any suit, civil or criminal, in which they are 
defendants, at least three trustworthy witnesses of equal 
rank with the defendant are necessary to support the com- 
plaint. This is to be the case without prejudice to the bull 
of Pope Alexander. 

23. In loans without security they may charge \\ 


bolognini per florin a month (45 % per annum), or as per 
agreement. Their debtors of every sort must pay for the 
actual time elapsed, whatever may be the period mentioned 
in the agreement. The petitioners may have summary 
execution for principal and interest due. 

24. They may loan money to foreigners upon any terms 
they can agree upon. 

25. They may sell grain or merchandise on cash or 
credit without payment of a fine. 

26. In case of error in calculation, whether of debt or 
interest, they are simply to correct the mistake without 
additional penalty. 

27. They need not wear a badge of any sort. 

28. No official is to inflict punishment on them or 
make levies on their property except the Papal Vicar 
of the districts and his duly commissioned judges. 

29. They are not bound to give notice of the expiration 
of the year of redemption, which previous local custom had 

30. They need not dwell in their present locality in 
case of war or pestilence. 

31. They need not exchange pledges, unless they 
wish to. 

32. They may demand from the local officials summary 
procedure to collect their debts, in accordance with the 
sections of this charter. The penalty upon the officials for 
failure to do so is fifty gold ducats for each person and 
each offence. In general, the penalty for direct violation 
of these provisions is to be one hundred gold ducats for 
each person and each offence. 

33. All their former or other rights, favours, and 
privileges are hereby continued for the term of this charter. 


34. They are not to be compelled to hear conversionist, 
or other, sermons. 

35. For their security, they may bear arms in or out of 
the places mentioned. 

36. They are not to be required to loan money, horses, 
furniture, or other things to any official, under pain of two 
hundred gold ducats fine. 

37. On (Christian) holidays they may work in their 
homes without molestation. 

38. If they are found without a light at night, they are 
to pay no penalty. Those who force them to do so incur 
a fine of twenty-five gold ducats. 

39. If for good ground, loans of money upon pledges 
are forbidden in any community, the Jews may, under all 
circumstances, do so to strangers. 

40. If they have acquired rights in food, wine, or 
other things, they may obtain the articles by summary 
judicial procedure. 

41. If application is made for a loan and they have no 
money, they may take the article offered as security in 
order to pledge it with another banker, with the owners' 
consent. They shall not be compelled to transact business 
in times of war or pestilence. 

42. The petitioners and their agents may buy and sell 
on holidays in their own house. Any official who molests 
them while so doing, incurs a fine of fifty gold ducats. 

43. No delays or dilatory pleas shall be permitted when 
they sue for moneys due to them, nor can debtors avoid 
their obligations by general assignment, except in statutory 

44. Inasmuch as it is a practice to quarter soldiers and 
others upon the Jews, that is hereby forbidden unless such 


quartering is general throughout the district. The local 
officials will upon demand remove the soldiers or be held 
liable for all damages sustained. 

Stern's Urk. Beitr., No. 78, contains a charter, granted 
in the name of Paul III by Cardinal Spinola to the Jews 
of Romagna, and bearing the date Feb. 10, 1535. It is 
considerably shorter than the one under discussion, but 
contains some provisions like it. So we find that the Jews 
need not wear berette gialle, ' the yellow gaberdine '. They 
may work in their houses on all festivals except Corpus 
Christi, Assumption, Christmas, and the first (sic !) 2 days 
of Easter. They are not obliged to furnish officials with 
money or commodities. Two witnesses are needed against 
them, each having one hundred scudi, when they are 
defendants ; and they are entitled to summary justice, when 
they are plaintiffs, sine strepitu figura di iudicio. Local 
butchers are required to kill cattle of Jews according to 
Jewish law. 

It will be seen that the Pope's liegemen receive con- 
siderably more restricted privileges than do these foreigners 
at Ancona. 

The right of summary justice {ius summarium) is granted 
to the Jews of Piedmont by Duke Carlo on May 31, 1553. 3 
Without, however, such specific injunctions as are contained 
here, it is not likely to have been more than purely 

Otherwise this document, in its length, nature, and 
source, has scarcely a parallel. There is no apologetic 

2 One would expect the last days, rather than the first. It may be 
a clerical error, or the reading may be wrong. 

3 Jost, Gesch. u. Darstellung der Rechtsverhaltnisse der Israeliten, Berlin 


phrase in the sanction, such as we find in the charter 
published by Stern (supra), viz. ut quandoque mansuetudine 
Christiana affecti. The head of the Christian church whose 
predecessors forbade usury, — even interest, — of every 
description, 4 permits the exaction of 30-45 % interest ' from 
any person, ecclesiastic or lay, man, woman, or child'. 5 
The Jews are relieved from all personal disabilities, they 
may freely bear arms; their rights as litigants are both 
specially protected and expedited. On Good Friday, the 
day par excellence of massacres, especial and drastic pro- 
vision is made for their security. They may work and 
transact business on the holiest of Christian festivals. 

Nor need we suppose this document to have been a 
mere rhetorical flourish. With a keen and energetic ruler 
like Paul III, orders were likely to be obeyed, and we may 
be sure there were few who ' dared or presumed to contra- 
vene these provisions or any of them '. 6 

A point that calls for special notice is that this charter 
supersedes the express stipulation of other documents to 
the effect that no other Jews besides those to whom these 
previous charters were granted, are to receive banking 
privileges in Ancona. It helps us understand, though it 
is far from justifying, the protest of the Roman Jews to 

* Cf. the famous bull of Alexander IV, Aug. 23, 1258, REJ., I, 296-7. 

5 The Jews of Florence in 1430 took only 20%. Cf. Gfidemann, 
Erziehungswesen der Juden in Italien, p. 246. Ammirato, Istorie Fior., II, 

6 It is very likely that the views current in Protestant countries about 
the Popes of the later Renaissance, Alexander VI, Julius II, Leo X, 
Paul III, are as exaggerated as those long current about the early Roman 
emperors. Roscoe'^ Leo X long dominated the English-speaking world's 
conception of that time For a fairer estimate of the character and capacity 
of these men, — one which is in no sense a 'rehabilitation', — cf. Prof. Pastor's 
monumental Gtschkhte der P'dpste, especially vols. Ill and IV. 


Alexander VI against the settlement of Spanish refugees 
in Rome. It was not blind jealousy of intruders as Gratz 
seems to believe, 7 but fear of a .competition that might 
easily endanger their livelihood. 

These German Jews s were much less refugees from 
oppression than brought to Italy by economic pressure. 
The condition of Germany at the time of the Reformation, — 
i. e. just the period of this document, — was distinctly not 
promising, and our Simon and Isac were demonstrably 
not the only ones of their countrymen who sought better 
conditions elsewhere. 9 

A bull of Alexander VI is mentioned in this document 
[cap. 22 and 28]. It seems to have been a bull of general 
privileges. Unless it is identical with the well-known one 
that imposed a tax on the Jews for the Turkish war (which 
is scarcely probable), it is still unpublished. 

Besides the light this charter throws on the condition 
of the Jews at the time, valuable information is likewise 
afforded on many general legal and economic questions. 
It is even of importance for Italian philology. Ordinarily, 
documents of this character are wholly technical in phrasing 
and forms, but the very carelessness with which this one 
is prepared permits inferences as to pronunciation which 
may be utilized. Under all circumstances, we can through 
it better understand the letter which Sadolet wrote to 
Cardinal Alessandro Farnese : ' No Christians have ever 
received from any pope such favours, privileges, and con- 
cessions as those which Pope Paul III has, during these 

7 Gratz, VIII s , pp. 364-5. 

8 Cf. the Jews nationis Theutonicae ; Stern, Urkunden, No. 80. 

9 Cf. J. S. Shapiro, 'Social Reform and the Reformation', Columbia 
University Studies in Political Science, XXXIV, 2 (1909). 


years, heaped upon the Jews, — with which he has armed 
them.' 10 

The representatives of the community are named in 
Latin, Isac de Magis and Simon Luster. Whether these 
can be identified with individuals otherwise known must be 
determined from other sources. It is interesting to note 
that the censor, David Loly, bears a name constantly 
recurring in the well-known Lolli family of Trieste. 

10 Quoted by Gratz 3 (Leipzig, 1891), vol. IX, p. 262.