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Full text of "L'Euridice"

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% fife itkd 




Library 
of the 
University of Toronto 



LEVRIDICE 

D'OTTAVIO 
RINVCCINI 

RAPPRESENTATA 

NELLO SPONSALITIO 
Della Chriftianifs. 



REGINA 
DI FRANCIA, E DI 

NAV arra 




IN FIORENZA, itfoo. 

Nella Stamperia di Codrao Giunti. 
Con licenza de' Superiori. 



1 



ALLA 

CHRIST1ANISSIMA 
MARIA MEDICI 

REGI N A 
Di Francia, e di Nauarra. 





STATA openione di 
, molti Chriftianifs.Rf GI» 
N A , che gl'antichi Gre- 
ci , e Romani cantaflèro 
fu le Scene le Tragedia 
intere , ma sì nobil ma- 
niera di recitare non che rinnouata, ma ne 
pur che io fappia fin qui era (tata tentata 
da alcuno, & ciò mi credeu'io per difetto 
della Mugica moderna di gran lunga al- 
l'antica inferiore , ma pen fiero sì fatto mi 
tolfc interamente dell'animo M. Iacopo 
Per; , quando vdito l'intentione del Sig. 

A i laco- 



Iacopo Còtti J c mia mife con tanta grafia 
frìtto le note la fauola di Dafne compo- 
rta da me folo per far vna femplice proua 
di quello, the potelTe vi canto dell'età no* 
ftra,che incredibilmente piacque a que po 
chi,che l'vdirono,onde prefo animo,e da- 
to miglior forma alla fteìrafàuola.e di nuo 
uo rapprefentandola in cafail Sig> Iacopo, 
fu ella non folo dalla nobiltà di tutta que- 
lla Patria fauorita\ ma dalla Serenifsima 
Gran DuchefTa , e gì', Iluftrifsimi Cardinali 
Dal Monte, & Montalto vdita,e commea 
data , ma molto magior fàuore , e fortu- 
na ha fortito l'Euridice meda in Mufica- 
dal medefìmo Peri, con arte mirabile , c da 
altri non più vfata hauendo meritato dal- 
la benignità , e magnificenza del ^crenifs. 
Gran Duca d cfTererapprefentata in nubi- 
iifsima Scena alla prefenza di V M. del 
Cardinale Legato^edì tanti Pnnrpi , c 6i- 
gnori d'Italia, e di Francia, la onde comin- 
ciando io a conofeere, quanto fimili rap* 
prefencationi in Mu(ìca fiano gradite, ho 
voluto recar in luce queftedue, perche al- 
tri di me pi ti intendenti Ci ingegnino di ac 
crefcere,e migliorare li fatte Poefie, di ma- 
niera 



niera,thc non habbianoinuidia a quelle 
antiche tanto celebrate da i nobili fcricto- 
ri . Potrà parere ad alcuno , che troppo ar- 
dire fia flato il mio in altcrareil fine della 
fuuola d'Orfeo , macofì mi èparfo conue- 
neuole in tempo di tanta allegrezza , ha- 
uendo per mia g«uftificatione efempio di ? 
Poeti Greci, in altre fàuole, & il noftro 
Dante ardi di affermare eflerfi fonimer» 
foVlifle nella fua nauigatione , tutto che 
Omero, e gl'altri Poeti haueflero cantato 
il contrario . Cofì parimente ho feguito 
l'autorità di Sofocle nel l'Aiacc in far ri* 
uolgcr la Scena non potendofi rapprefen- 
t\: afrrimenri le preghiere > & i lamenti 
d'Orfeo - Riconofca V.M.in queftemie 
ben che piccole fatiche l'humii deuotionc 
d il animo verfo di lei, &viua lungamcn*^ 
te felice per riceuer da Mdto ogni giorno 
maggior grafie, e maggior fauori. 
Di Firenze il dì d'Ottobre 1600. 

DiV.M. 

Hum ilift.Seru itore 



OtuuioRinuccinn 



INTERLOCVTORI- 



Aminta, j 
Dafne Nuntia. 
Venere , 

Choro di Ninfe, c Pafìori * 

Plutone. 

Prolerpina. 

Radamanto* 

Caronte. 

Cboro di ombre^ c Deità cf'nicrnG» 



La Tragedia. 
Euridice. 
Orfeo . 
Arcctro. "1 
Tirfi . ì 




s 



LATRAGEDIA- 




che d'alti fìfpir V4* 

ga^ di pianti 
Spari or di doglia* or di 
minacele iholto 
JFei negl'atnpiT eatri al 



olfolto 



Scolorir di pietà Voltile femlrianti* 



$S?tf» f angue fparfo d'innocenti wnz^j 
7$on ciglia Spente di Tiranno in f ano , 
Spettacolo infelice al guardo human* 
(fanto fu mette, e lagrimojefcenc^ • 

% Lungi Via lungi pur da regi} tetti 
Simolacri funejli y ombre d? affanni % 
Ecco i metti coturni , e ìfofc hi panni 
Cangio, e dettone i cor più dolci affett'u 

//or s'auuerrà y che le cangiate fornita 
Non fen%a altofupor la terra ammiri , 
Tal 7 ch'ogni alma gentil* ch'apollo wJptri 
Velmio nono cammin c alpe fi l'orm e . 

ZJottro /NJ fa cotanto alloro 

Quaì forfè anco non coffe ^4 tene , o Roma 3 
/ regio non W fu T onorata chioma 
fi ondi lei ca fra due corone d'oro, 

2? T A 



Tal per voi torno , e con fereno affètto 
iste Reali Imenei > m'adorno anch'io , 
E fu corde più liete il canto trito 
Tempro al nobile cor dolce diletto. 

^Mentre Senna Tleal prepara intanto 
iAltodiaderna 3 onde ti bel cnn fi fregi) 
E i manti , e fìggi Àègl 'antichi Regi 
Vd Tracio Orfeo date l'orecchia al canto» 



CHORO. 

NINFE ctiibei crindoro. 
Sciogliete liete allo fcherz&ir de' venti 9 
E Voi ch'almo t eforo 
Dentro chiudete a bei rubini ardenti ? 
E voi cti all'alba in [iel togliete i vanti 
Tutte Venite y o Taf or elle amanti , 
E per quefte fiorite alme contrada 
TRifuonin liete veci , e lieti canti: 
Oggi a fommabeltade 
giunge fommo Valor fantù Imeneo , 
%Auuenturofo Orfeo > . 
Fortunata Euridice, 
Tur vi congiuri fe dfielo >o dì felice l 
Nin£ del Cho. Raddoppiale famm y > e lumi 
%Al memorabil giorno 
Febo etiti carro d'or riuolgi intorno 
Paft. EvoiCeleBi Vumi 

Ter l'alto del con certo moto erranti $ 
Riuolgete freni 
7)i pace , e d'amor pieni 
^4 Ile beli alme i lucidi fembiantì 
Nin£ XJaghe Ninfe amorofe 

/^ghirlandagli crin d'alme viole 
Vite liete , efeflc fe 

Non vede in frnil par d amantiH Sole . 
Eur, Donne yctiàmiei diletti 

$ x Kaf 



^af evenite s) lojguardo , eV volto , 

£he derttra vojìri petti 

Trutte raffembra il mio gioir raccolto f 

7)eh come lieta a/colto 
J dolci canti , egli amorofi detti 

7? amor , di concia graditi affetti* 
PafK Qud m strego co* e 

^Allerga alma à fera> alma sì durà 
Che di sì bell'amor l'alta ventura 
Noti colmi di diletto je di dolcezza 
Credi Ninfa gemile 
^Pregio d'ogni bellezza- 
Che non e fera in bofeo , augello j in fronda 
O muto pefee in onda^ 9 
Ch'oggi nm formi* e fpiri 
Shkifsimi d amor f enfi * e fi fpiri l 
Non pur fon liete l'alme , e lieti i mi 
De vojìri dolci amori.. 
lur. Inmilìeguife^ e milieu 

(f re fon le gioie mie dentro al mio pett* 
Mentre ogn* ina di yoi par che fcintilk 
Val hi* guardo feren ri fo % e diletto ^ 
Ma deh compagne amate 
La tra quel? ombre grate 
Jtfouiam di quel fiorito almo bofehett* 
Equini al fuon de limpidi cnHalli 
Trarr em liete carole > e lieti balli + 
Cho . Itene liete pur> noi qui fra tanto 

cu 



I 

fbe fopragiungd Orfeo 

jJm trdpapnm con lieto canto $ 

C H O R O* 

Al càntici b allo % alT ombrerai fra* dom 
^Alle beli onde, e liete 
Tutti ,o "Pajfor correte^ 
Dolce cantando imi beato giorno , 
cantoni 

Selvaggia® iua, ehofibemcirtimft 
Satiri jyoi Silvani 
7tenlafciat\ecani 
Venite al fuon delle correnti linfe * 
^Al canto >al&c+ 
"Bella Madri ^ d'amor dall'alto £or* 
Scendi 4 noHri Metti 
E } co bei pargoletti 
-Fendi le nubi, el Qelcon tali d'oro, 
^il cantoni &c* 
1 £crran di furo lattea riui y e fiumi 
T)i mei di fìilH, e manna 
Ognifeluaggia canna y 
Ver fai" ambrofia e \oi CelcHiTtiumi 
ricanto al &c. 
Qi^Anm : ch*a miei lamenti 

Stmbombafle dolenti amiche fiaggie, 
£ yoi piante feluoggie i 

£b r aSè 



Ch'atte degli o/è rimi 
^iegaflè per pietà l'altere timi, 
*Non fiapiù no . che la mia nohil cetra 
Con fiebil canto dlagrimar Valletti 9 
Ineffabil mercede \alm i diletti 
%j4mor cortefe oggi al mio pianto impetri 
Jbta deh perche silente 

Velbd carro immortai le rotte acceft 
*Per l'eterno cammin t ardono ileorfo ì 
Sferza Tadre cortefe 
%A Colanti defirierje groppe y eldorfo. 
Spegni nell "onde ornai , 
Spegni } on*/condii fiammeggianti rat* 
*Belld Madre d'amor dall'onde fora 
Sorgi j e la notfomhrofit 
Z>iyagalucefcintillando indora, 
&^ a deh "venga ornai la Iella Spofa 
Tra l notturno filentio , e i lieti orrori 
^4 temprar tante fiamme, e tanti ardori. 

Arcet. Sia pur lodato amorc^j 
fhe d'allegrezza colmo 
Tur nella front'vn dì ti Vidi il core 

Or£ mio fedet ne pur picciola filila-* 
^4 gl ? occhi tuoi tramare 
bell'infinito m are 

Che di do Icezjj amor nel cor difilli a . 
Are. Hornon tiriedem mente 
Quando fra tante pene 

h 



4 

lo ti die ed foàente , 
^Armatiti cor di generofia fipene , 
£hede fit de li amanti 
Non forino al fin delle donzelle i cori 
Sentir fenza pietà le yoci , e pianti j 
£i co eir a tuoi dolori 
Tur f ammollirò al fine 
Del difidegnofo cor gl'acri rigori l 
Or£ TSenconofchor ^c he tra pungenti/pine 
Tue dolci fisime rof ? 

%yimor fierhi nafcoje >kov leggio , e fento 
£ he per fiarne gioirne dai tormento* 

Tirfi. Nel furo ardor detta più letta Steli* 
t/turea fiacella di bel fioco accendi 
E quì difcendi su P aurate piume 
giocondo Nume > e di celeHe fiamma 
& anime infiamma r y 
Lieto Imeneo d'alta dolcezza in nembo 
Trabocca in grembo d fortunati amanti* 
E tra bei canti di fioaui amori 
Suegliane cori yna dolce aura> \n rifio 
Vifaradifio^ 

Are. Deh come ognilSifiolcOyOgni Tattore 
iA tuoi lieti Imenei 
Scopre il piacer ch'entro racchiude il cori 

Tirfi. jDeltuo beato amor ri Ulti contenti 

Crtfchanoognor come per pioggia fiuole 
L'onda gonfiar de' rapidi torrenti. 



Or£ £ pe r te Ttrft mio liete ] e nienti 

Sempre le notti, e i dì rimetti il S*lel 
Daf.Nunzia. Lacche difpauento^di pittate 

£ e lami il cor nel few 

Miferabil beltatc^ 

Come in \n punto oUme venìBimcm » 

tAhi che lampo y o baleno 

In notturno feren ben ratto fugge, 

Ma più rapida 

affretta humanaVita al dilatale. 

Are. Ohimè che fagi amai 
Tur hor tutta gioiofiu, 
%Al fonte degt attor coftei la/cidi , 

Or£ Qual cosi ria noueUa 

Turba il tuo bel fembìante 

In jue&o allegro dì gentil Donzellai 

Da£ O del gran Febo > e dette [acre "Diut^j 
Tregio fouràn di quefie felue onore 
Non chieder la cagion del mio dolore * 

Orf. Ninfa deh (ta contenta 
Ridir perche t'affanni 
Che taciuto martir troppo tormenta* 

Nun, Com'è fjer può gt amai 
Qh" io narri y ech y io reueli 
Sì miferabil cafo t o fato , o fieli y 
%)eh Lifciami tacer , troppo il faprai. 

Cho. Ttpurfouen'e , del timor l'affanno 
E dell' ifì e f] ornai men grammi . 

Troppo 



Da£ Tr^èflMtlim^pgYÀue ìldanno > 
Or£ jih non fio fender pikValmaduhbioJa^ 
Daf. Ter quel y ago b oj 'cheti* 

One rigando t fiori 

Lento tra] corre U fonte degt^tllori^ 

ìPrtndea dolce diletta 

£on le compagne fue U be$4 Spéfa % 

Chi Violetta , tiofk 

IPer farghiì lande al crine 

TogUea dal prato* e dall'acute $in?l 

£ jual pojando il fianca 

Su la fiorita fionda 

Voice cantauaal mormorar dèll'onda^ 

Mala bella Euridice 

Mouea danzandoti piesuHyerde prato^ 

Quando ria fine acerba 

^^inguecfuJo^imtày 

C c*l*to giacca tra fiori /è Perla 

Pan/èie il pie con sì maligno dente> 

eh impallidì repente 

Qomeraggiodi Sòlchenube adombri, 

E dal profondo core 

Con \n fifpir mortale s 

éJv/p auentofo ohimè \ffpinfe fiore 

Lbetjmfi hauejje l'ale 

Qtmfe ogni Ninfa al ' dolor fio fu ono % 

f t ella m abbandono 

Tutta lafcjfsi ah %\ n'P altrui brac ci 

C Sparge* 



Spargedilld tolto, e le do? ite chiome 

Indi dio il tuo nome 

Tra le labbra fonar fredde c tremimi 

S colorito il bel \>ifo e t hi femliaml 
Retti tanta btìliz&a immobdgelo, 
Are £he narri >chimc 3 che [finto» 

: M ifera Ninfa, e più miferó\Amantt 
s £ e ^f^dimiferia y edi tormente* 

mia cara Euridice 
£ adatterò infelici r„ 

Q mio core > a mia Sfeme , o faceto ìi:a# 
Ohimè chi mi t'ha toh® 
Chi mi t ha toltù^ohìmedouefegna ì 
Toffo ìedrai\ch r m\anm 
Tslon chiama flimorendo il tuo conforti* 
2sfo# fon y non fon lontanm 
loyengOyp cara ìita t o cara morteci, 
Are tAhi morte iftuida , e ria 

Co fi recidi il fior dell'altrui Jfemt y 

Così turbi d'amor gl'almi contenti* 3* 

Laffo ma in damo a yenti f 

Oue tempia rìafial \olan le firida] 

Fiapiufnno ilfeguirlo^accionon Vinti* 

jDajoaUcrckio dolor fe JlcJ&ycada.» 



f 

^iVdpurch'ogmdolprftfamtngraue 
Oue gamico fido 

Zcca conforto Uragìondrfoaue\ V 
Nif . Z>«»? ue e pur \efi che fcompagnate ,efoU 

Tornato Vwnt mic^ 

Sentala fcortadi^uéhìmStUl 
Amìn. Sconfolatidefirgioiefugaci 

O fttranzì fdaci 
chi creduto haureUe 

In si breuelHbnìtm 

XJeder US ol logniMeì&tfento Z- 
Nini 'Bel ii ch'in fuH mattini lieto affitti 

Deh come MUMtifér* 



few*»» 



Z>c h come auantiferd 
INuk di duolt'àdomfosfitirdtenèrz , 
O gioie t vrifi o canti 
tatti querele , e pianti . 
VA.Oyoi cotanto alteri 

Ter fior di giouanézzJt > 

che di Metta 
S ì chiari pregi hauete v 
Mirate donne mie quel chnoifete. 
Cho. f^KV'DiA morte ahi pur potetti 
^ Ofcurar st dolci lampi 
Sof rate aure cckm 
Lacrimate oSetue ,«£amfi; 
Quelheholto almo fiorito 
Z>oue ^Amorfa feggio fofè 
3>ur UfdaHi [colorito 

C * 



Senz& $ig& > tfenxd Zfi 
Sofpirdte dure y &c* 
ftdmmeggidr>£i*egn : [cigli* 

£ hi orna d'or gudncidyermigli^ ?/ 
£omr à morte ohimè chtgiou%u 
Soffìr4^id0ej&c^ 
S^ppennin neuofo it terga 
Spira gtelchthnd^ffrenA 
Lieto foco in cMufodl^rg$i£ t 
Voice Jfffilprr nóirftntné 

Qudmtarai del Sol cocenti 

Tarc^ ilQiel éit fammi r?l Moni* l 
Frefco rio d'onde facenti: % %* < Vwtf 
Torna il di Reto j gioconi* 
S off ivate dure é &c 
Spoglia m dt jkmtn* >e tife* 
forte cdrme empio fervente 
%enfi pldCd in filue>a 'n loft* 
JFier Leon nell'ora ardente 
Sofpirdte dure x &c. 
1$m Vocchier confante > e font 
Sa fchernir marino fdegn* 
%Ahi fnggtr colpe di morte 
€}ia non yalmortdl ingegna 
Sofprdtedurty^c^ 
Are. Se fato inni do , V rio 

Vi ^èlCdmdte pidggkhft /pento ilSok 



f 

Tonnine rìconfol<Lj 

£heper cete/le aita 

il nobile TaBor rimafo\ f in ìité 

Clio. Benigno iwdegf immortali Dei 

S'ei yiue pur da tanta angofcia opprefk 

Jtia tu perche non fei 

In S'grand'uoùaalcanamico apprejfo i 

Are fan frettolcfo pafo 

Qmttu fat dietro lì tenni , or quanio 

*Da lungi il yidi y che dolente , \ lajjo 

Sengia conthuom d'ogni allegrezza in lado 

Jl cor/o alquanta allenta 

*Pur tuttania da lungt 

Tenendo ai fuocammin lo f guardo intenta 

Et ecco al loco ei giunge 

Voue fè morteti memoraUl danna 

Vinto da l'alto affanna 

Cadde fulherla, efuiui 

S i dolenti fofpir dalcorgtyfciro 

Che le fe&y e le piante, e t berle, e ifori 

Spirar feco ,e lamentar s\ diro 

Et egli, o fere, piante , fronde, fori 

Qual di \oiper pietà- m'addi tati loco 

Doue ghiaccio diuenm il mio lei foco y 

€ comeporfeil cafo,oyotletl fata 

girando krornok dolenti ciglia 

Scorfe fuherde prato 

Del lei /angue di Ut IherlayermigKéU 



Cho* Zihi lagrimofa viftd* ahi fato dee, 1$ m 

Azc.SoutaHfanguignofmalto 
dmmobilmente afji^e^ 
Le lagrimofe luci ^holto efangue 9 
Indi trem andò dffe 
Cf angue , o caro fa^gue 
Del mio ricco ti formi fero MMz$ 
T>eh co 9 miei baci inferno 
IPrend dd'alma ancor <fuep t dureejlremt 9 
E yuaft eifofje Jtinfcnfwilfitiré 
Cadde fu Pherba.e juiui 
iSlon diri fornico riui 
Ma di lagrime amare 
IDa ^uegV cechi fgorgar fareuaynmm. 

Ch o. Ma tu perche tardaui a dargli aita. 

Are. lochefenfato haueadi farmi afeofo 
Finche Patyro dolor sfogafe alquanto 
Quandoftlpratoerbofo 
£aderloyid^ectefierpianto,dfiant$ 
^tofsiper folleuarlo^O merauiglia s 
€t ecco in lampo ardente 
7)a ] i aUo Ciel mi fuetto le ciglia > 
±A Sor g tocchi repente 
Kiuolfì al folgorar del nouo lume § 
E four 9 human costume 
E raro lei carro di zjffs lucente 
Z)onna udì ce/efle y alcuifembtante 
Si coloriua il Cid dì luce > e doro 

uduuinti 



uuinte alcàmdudnti 
Spargerle penne candì detti > tfhtttv 

^) ue Colombe' gemelle y 
E jual le miri fende 
figno che dUlto alle lell\onde fendè; 
Tal con chequi giri 
Lente calandola fermar o titolo ^ 
Oue tra rei martiri 
Lo [conflato amdnti 
tPremea con guancia lagrimofa ilfmlo * 
ìuidalQarro fcffè 

Uà Itera Vonna ,e conftrnbiaftrì human* 
Qavdtla man fer fvUeuarlo fleft^ 
isti celejfe ficcorfi) 
LadeUraeiporfe.e fe fereno ihifo ^ 
Jo dì st lieto auùifon 

Per rallegrami ti cor fai diedi al corfo*. 
CHav ^ te ^l'tu tifa de gl'ala Nttmi 
Ch'ai nohile Tajlor ree atti aita 
Mentre hauran quefie mebra>efi;irto y ew# 
Canteren lodiogrior tra incende fumi» 

C H O R O r 

SE de lofehi i Verdi onori 1 
Aggirar fu nudi camp* 
Fa flridor d'orrido XJerno- 
Sorgono a co ,t fronde fori 

*Afj>reffand&> 



Cjppreflkndo i Mici lampi 
7)eUa luce il carré eterno* 
S*at fiffiaréF^uflro nemlofo 
Creila in Mar git [cogli alteri 
L'onda torbida fumante , 
&olce inerì fp a il tergo ondo fé 
Sciolti t nembi epuri £ feri 
%Auratremula % e vagante w 
+Àl retar del £%é fupemo -, 
Ttion pur l*aer , e l foco interno, 
M * si \olue il tmto in giro , 
tìon e il hen nel piamo eterno , 
Come or forge , or cade il giorno § 
"Regna qui gioia , o martiro* 
l!&.?oichedalbelferen* 

JnqucHepìagge^mil trami mortali 
Scendon li T)ei pietoft ìa no Bri mali , 
Tria che Feho nafeonda a Teti in fenè 
I rai lucenti, e chiari 
tAl Tempio a ifacri %Altarì 
xAndiam i devoti , e con cele f e zelo 
lAlzian leyoci> e*lcor cantando alCielo* 

Qui il Choro parte , è la Scena fi tramuta^. • 

Vcti.Swrfo da immortai guida 

<Arma difpeme^ e di fortezza l'alma 

f &h<mr<ii di morte ancor trionfo > e palna* 

OlLO Vea Jttàd) ed! Amor figlia al gran (jioue % 

- rh 



(he fracòtdntepène 
Xauuiui il cor con stfoaue /pene 
Terqualfofco fendermi fcofgi? edoue 
Riuedro creile luci alme > eferene ? 

Ven.Lo/curo varco,cndefian giunti aquefe 
%iue pallide , e mefe, ' 
Occhio non Vide ancor d'alcun mortale, 
Zimir a intorno , e yedi 
(jhfcuri campi, e laQitta fatale 
%>el Re che four a fornire ha Jcettroj regno. 
Sciogli il tuo nobil canto 

l fuon deU aureo legno , 
Quant o morte th atolto iui dimora > 
*Prega fofpira , e plora 
Forfeauuerràyche quel foaue pianto 
Chemofo ha il fi e l pieghi l Inferno ancora 

Orf. Fu nette piaggie ombrojt orridi campi $ 
Che di Stelle, o di Sole 
'Non ledette giarpai fcintiWe lampi, 
Rimbombate dolenti 
xAl fuon àell'angofciofe mie parole, 
Mentre con me fi accenti 
]l perduto mio ben con yoifò fyiro % 
E yoi deh per pietà del mio mamro, 
( he nel mifero cor dimora eterno, 
Lagrimate al mio pianto ombre d'Inferno, 
Ohimè che sii l'aurora 

£ itffife altcccafo il Sol de gl'occhi miei 
M fero è su quell'ora 
(fhefcaldarmiabei raggi mi credei, 

2? Morte 



JMorteJ]>enfe il bellunese freddo^efolo 
Re flai fra piamo, e duolo 
(^om'anguefuole in fredda pioggia ilytr.no 
Lagrimate almio pianto ombre £ inferno. 
E tu mentre al del piacque 
Luce di jueBi lumi . 
Fatti al tuo dipartir font ari e fiumi 
Che fai per entro i tenebrof orrori > 
Forfè t'affiggi , e piangi 
Lfacerko fato, e gl'infelici amori \ 
Deh fe fcintilla ancora* 
Ti falda ilfen di tjuei sì cari ardori , 
Senti mia. yita, [enti 
Quai pianti y e quai lamenti 
XJerfa il tuo caro Orfeo dal cor interno 
Lagrimate ai mio piante ombre d'Inferno. 

Plutone. CWV cotanto ardire. 
Ch'auanti al di fatale 
Scend'd miei bafsi regni yrìbuom mortale? 

G rf. de gl'orridi, e neri 

Campi d'j nfernoy o dell'altera Dite 
Eccelfo Rè >ck'alle nud? ombre imperi s 
Ter impetrar mercede' 
XJedouo amante a tjpejl'abijfo ofeuro 
XJolft piangendo, e lagrimando 1 1 piede* 

Più, Siidolci note , e fe foaui accenti 

Non fpargerefli m van^e nel mio regno 
Jmpctraffer merce pianti colamenti 

Vtk 



OtfMfe la Iella Z>iud 

Che per faccefomonte^j 
Mofe a fuggirti in yan ritrofa y e Jchiua 
Sempre ti/copra , e giri 
Sereni i rai della teiere fronte , 
Vagliami il do lce canto- 
ni quella nofal cetra f 
£tiio ricourida te la Donna mia , 
V alma deh rendi a quéflofen dolente, 
Rendi a quei? occhi il defato Sole , 
*A queSte orecchie il [nono 

Rendi delle dolcifsime parole 9 
O me raccogli ancora 

Tra tornire fpentesoù'il mio lèn dimora* 
T\u.7)entro Vinferndl pene 

"Non lue ad huom mortai fermar le piante 

*Ben<di tufo dura forte 

INon so qual nono affettò 

Wmtenerifce il petto , 

Ma troppo dura legge 

Legge {colpita in rigido diamante 

£omrafìa a preghi tuoi mifero amante « 
Oli Ahi eh epur d'ogni legge 

S ciolto è colui y che gl'altri off rena, e regge 

J&a tu del mio dolore 

Scintilla di pietà non [enti al cor e 

Athi lajj o y e nonrammenti 

£om e trafigga .Amor \ come tormenti , 
V x Bfur 



E pur fai monte dell'etèrno ardore 
LagHmafti ancor tu feruo d'amore 
Jkta deb fe'l pianto mio 
Non può nel duro fen dejlar pietate f 
Riuolgi il guardo a tjuettalma lei tate , 
Che taccefe nel cor si bel dejìo , 
Mira S ign^deh mira 
£ome al mio Lgrimar dolce fofpira 
T uabellatpofaj come dolce i lumi 
Hugiddofì di pianto dme pur gir a , 
M irafgnor deb m ira * 
OneS? ombre intorno* equefiojcuri Numi, 
TJedt come al mioduol come al mio pianto 
*Par che ciafcun ftUrugga* ejìconjumi , 
Prof. te nel cuiftmbiante 

Jbl i appago si ch'il £iel fereno, e chiaro 
£on quefC ombre cangiar me dolce e caro, 
7)eh fe gradito amante 
Riamai trouaBi in queflo fen raccolto 
Ondafiaue a l'amonfa fete , 
Pél cor libero, e fciolto 
T)olci fur quefle chiome, e laccio , e rete 
2)i si gentil amante a^ueta il pianto 
Or£ si foaui preghi 

sì feruido amante 
Mercede anco pur nieghi i 
Che fa pero se fra tantalme, e tante 
TLiede Euridice a rimirare il Sole 

' Rimarran 



ir 

Ttimarrdnquefle piaggi e ignude y e fole ì 
%Ahi che me fico , e mlle > e mille infirmi 
'Diman reco Vedrai nel tuo gran reg>o 
Sai pur che mortai Vita all'ore efìrewe 
U ola più ratta che fletta al fegno , 
ut érf. Dunque dal regno of curo 

Torneran l'alme al Ciel y & io primieri 
Le leggi Spezzerò delnojlro impero . 

Kàd.Soura l'eccelfe Stelle 

Cjtoue a talento [uo comandale regge. 
*biettunno il Mar corregge 
Emoue afuoVolerturbi^ e procelle 
Tu fol dentea i confin d'angufa legge 
t/aurai l'alto gouerno 
*Ron libero Signor del Va filo Inferno i 

Più. Romper le proprie leggi e vii pojìanza. 
lAnzirecafouente^e biafmo, e danno » 

Orf. Ma degl'afflitti confolar l'affanno 
E pur di regio cor gentil vja?*za • 

Caron. Quanto rimira il Sol volgendo intorno 
Laluminofafacz^j 
%Al rapido fparird'vn Irene giorno 
£aàe morendo ,e fa qua giù ritorno 
/ a pur legge o gran Re quanto a te piact+ 

Più. Trionfi oggi pietà ne campi Inferni , 
6 fa la gloria , è 7 vanto 
Velie lagrime tue del tuo bel canto , 
della Regia mi* miniflri eterni 

Sorgete 



Scorgete y>óì per entro all'aere fcun 

L'amator fido alla fua dorma unum e y 

Scendi gentil amante 

Scendi lieto , e jtcuro 

Entro lenojìre foglie , 

E la diletta Moglie \ 

Teco rimena alCtelfereno , e pur 9 

Orf. fortunati miei dolci fifpiri 

Òhen \er fati pianti 

O me felice [opra gl 'altri amanti 

i, •• v . . • ■ 
Cnoro d Ombre, * Deità d'Inferno . 

Poi che gl'eterni imperi 

Tolto dal del Saturno 

'Partirò i figli alte ri 

IDa quettlorror notturno 

x^ilma non torno mai 

IDel Qielà dolci r ai* 
ZJnqua ne mortai piede 

Calpeflo noflre arene 9 

Che d'impetrar mercede 

Non nacjue al mondo fpent 

JnjueH'ahifodone 

Pietà non punge >emuoue> 
Or di foaue pletro 

Armato , c d 'aurea cetra 

fon lagrimofo metro 

Canoro amante impetra. 

Ch'il 



Ch'il £iel riuegghd^e vluà r 

La fofpirata T>iua y 
Si trionfa, o inguerra y 

JjO feo la cetra e i canti 

figli della terra 

U ardir frenai 'e i vanti 

Tutti non fete prole 

2)i lui che regge ti Sole 
Scender al centro o/curo 
Forfè fa facil opra 
JHa quanto ahi guanto > e duro 
indi foggiar poifopra 
Sol lice alle grand alme 

Tentar si dubbie pafmc^ ~ 

Si riuolge la Scenate torna come prima. 

Avelia del bel carro ardente 

%otan tepidi i rai nel del ferem 

E già peri 'Oriente; . 

So ge tombrofa notte >ei di yien meno y 

Ne fa ritorno Orfeo r 

"Ne pur di lui nouella ancor fi ferite*. 
Cho t 0d temer non fi dee di fua falute r 

Se da campi cele fli 

Scender TSlum e diuin per lui cedetti • 
Are. TJidilort so ch'il ver quell'occhi han vi fio, 

Ne regna alcun timor nel petto mio , 

Ma di vederlo men dolente y e tritio 

Struttemi 



Struggimi talma, eV cor caldo dejh. 
A min.Uci che sì ratte il voU 

Spiegate aure volanti 9 

Voi de 'fedeli amanti 

*Perque&epiaggie,e quelle 

Spargete le dolci fsime nouelle • 
Cho.£-tf0 il gentil ^Aminta 

Tutto ridente in Vi fio 

Forfè reca d Orfeo giocondo auuifon 
Amin .tìon piùjnon più lamenti 

2)olcifsim e compagne 

Non fa chi più filagne 

Z>i do tonfa forte 

sfortuna , odi morte* il noflro Orfet 

Il nojlro Semideo 

Tutto lieto, e giocondo 

7)i dolcezga y e di gioia 

Nuota in yn mar y chenon ha riua 3 o fondo è 
Cho . Come tanto dolore 

Quetofsi in vn momento 

F chi cotanto ardore 

Jn si feruido cor si pretto ha fpento • 
Amin . Spento e il dolor ma Viue 

Del fuo bel foco ancor chiare) e lucenti , 

Splendon le fiamme ardenti , 

La bella Euridice 

Ci? halli am cotanto fofpirato,e pianto 
7iù che mai bella e Vi uà 

Lieta 



Lieta fi gode diedro fpofo d canto , 
( Cho* Vaneggi ^minta o pure 

Tie /peri rallegrar con tai menzogne t 

*A pai lieti ne fai , fe naf sauri 

Ctid rniferoTaflore 

prenda conforto nel mortai dolore. 
.Amili. del regno celefte 

i Voi chiamo rejlimon jupernUNumi, 

:Sil Ver parlo, e ragiono 

Viue la bella Ninfa, e quefi lumi 

.^Purormiraro il^udbel vifo 9 e quelle 

(Orecchie vdir delle fu e y ori ilfuono. 
r Cho« QuaiMolci % ecdf€noue 

, * l Afcoltoio < Dei del£ielo>o fommo ^iouei 

Ond'è tot anta grati a intanto dono f 
JAmin/Qumdo M Tepion^andafe io miperfa 

£ ti opra forfè farùt nonmenpiefcfa 

Dell'infelice fpofa 

gl'affitti conpiar vecchi parenti 

E la ratto n andai 

? Oue tra fchiera di pajlori amici 
La fuenturata forte 
Lagrimauan quevecchx Urbi <?rf "elici) 
Or mentre all'ombra di quell'elei amie fa 
f ti giro al prato fanno 
Condola noci amiche 
£r amo menti a difiprirl 'affanno 

£ fome 



C*mein\n puntò dppar baleno , blawp 

T al a no Fin ocelli a u unti 

S okraggmnti ìegghiam^gliSpofì amanti. 

Cho k Tenfa di yual flupor > di qual diletti 
Ingombro l'alme ,ei cori 
Telia felice coppiail dolce afpetto* 

/min. £hi può del C telo annoti erar le Stelle r \ 
1 ben di Faradife, 
Narri la gioia lor> la fejla > il ri fi 
Xtditepiaggie Imi campagne > e mùnti* 
2>ùeJofiumt,efomiy 
£ ^èi^^dhaC'klJ^iJj/irlmamip, 
Qual fù gioia mirar sicari amanti* 
Qual paHidtm giglu 
dolcemente or ImguialahelUfpof^ 
Or qual purpuntrùfét 
Jt beholto di lei Venia vermigli*) 
Mà pmpe\ocheilbehigU^ 
l h n*fl.t a wra,* riuolgejsi ingr* 
jL'alme beaua ,ei cor d?ako marti?*» 
t/irdeala terra ,/trdean gl'eterei giri* 

gioioji fifpirì 
Teìl\no , e Palerò innamorato con * 
£ per l'air fileno 
S*y&an mufìci ckeri 
Vaici comi tmp**r et altri meri » 
lofrataluammw 
4 T» 



Ter far liete dnror\oi mi mìfi in\ia è 
Cho, di che hi finn s % ammantaUCielt 
iAl fuon di tue parole 
Fulgidopiù ch'in fui mattin non fuoU 
E piundi la terra , e piti s'infiora 
^Al tramontar del diti?' in su l'aurora. 
Olì gioite al canto miofelue frorJofe 
gioite amati colli \ e d'ogni into ni 
Ecco rimbombi dalle vali* afa fi 
Hi/orto è il mio bel Sol di raggi adorno^ 
E co begl' occhi onde fa fior no a Deh* 
Raddoppia foco all'alm e , e luce al giorni 
Efdfirm d'amor la terra, tìtteU* 
Cho. T ù fa tùfei pur quella 
Ch'in quefie braccia accolta 
Lafaafli il tuo bel vel* alma di/ciotta. 
Eur. Quella ,<[uellafon io , per cui piange ffe > 
Sgombrate ogni timor Vonzslle amate* 
+A chepiùdubbie, achepenfofe Rate ì 
Cho.O fempiterniVei 

Tur seggio ituoi be lumi , ti tuo belvifi 
6 par ch'amo non creda agucchi miei 
Eur. Ter yuefl'aer giocondo 
E Jpiro, e yiuo anch'io 
Adirate il mio crin biondo 
Edélbrholtomio 
Mirate Vanne le fembianze antiche 
E x fòt 



Rìconofcete ornai gFvfati decenti t . 
Vd' re il f non di quelle voci amichi 
Cho. Ma co me tri y , e \iui 

F orfe il granr?gno Inferno > 
Spogliate de pregi fuoigf Eterei Vitti } J 
TLux.To ferm Orfeo d il tenebro/o regno. 
Are. DunfMmortalvalòr cotanto impetra i 
OriÌDelì'àlitr don fu degno \ 

Mio dolce canto, eH fuon diqueHa cetra» 
kvcM\\Qomefih 

Xuamkilyocevdifsi ì 
OttLa h&a&eadLAmon; 
Ttfon so per tettai {intiera 
Scorfèmi dì TJuton nel vafto impero • \ 
H&Stu fcendM entro t'eterno orrore il 
Orfl l>m liet o affai : > eli in belgiardm Vonzs^ 
Amili. magnanimo core » 

Machenon puote^fmore i" 

Nudo (togni pietà placar pmfli i / 
Qifì Modi horjjaui hor mejìt , , 

Ferudi preghile flebili fofpirìt 

Temprai (t dolce > ch'io j 

•tieliìmplacabilcor drfai piente %} 

QoiiValmabeltatt! 

Fu mercè >fu trofeo del canto mio, 

CMo.FelueSemideo^en degnaprole: 

Z>* 



Vi hi che su xelTaht 

Te, ccLJle femìer .iuolgeil Sole > 

Romper^ d'igni pjeera il dure J mali $ 

Vidi a tuoi de la accenti ^ 

£ 7 corfo rallentar funi* e tormenti $ 

fperydr T*Ì€Ìf0 

tcendctdag ratti monti abeti a e pini 

Jììia vie Pi h degno vanto oggi s'ammira 

Velia / a/no fa lira ^ 

W antodi pregio eterno" 

Mouergh Vii del del 'piegar l'Inferni 

CHI O R Oo* 

fiondo arder che et alto monti' 
^Aureo fonte" 

£or £f r f at £ si bell'onda » -, 
"Ben può dirfi alma felici' 

Cut pur lice? 

^Pl r *§W altera fponda^ 
JUta^ual poi del fiero vmore* 
spàrge i! 'core? 

7>* / mortai può dir fi va Dio* 
Ei de gl'anni ti Volo eterno* 
*P rende a/derno* 
J£ la mone e l fofeo oh Ho i - 

Se; 



ly fregiai il cri n fattori 
*Bdte[oro % 

%ecaalfengemmata Itrd $ 
Far/i intorno alnUcormé 
7f Elicona 

L'alte Vergini rimira. 
Vel bel coro alfHonwncordi 
Vanne corde, 
Si fave mdi ferme f 
£he tra bofchi fdomeM, 
7^4 Sirena 

Ttmfra in mar si care noti . 
tvn (ti v?fì > ondar de il ftm 
7>cr diletto 

Srama ornar deterno Vanti 
Sottrai SolC*mm*®iu4 
2!elldyC\>iud 
Sa YÌpor con nohil canto. 
Mafefchìuaabeidifri 
ì>archefyiri 

Tutto [degno yn cor di pietra 9 
7)el bel fen l' a/fra durezza , 
Vincere Spezia 
Dolce tirai di fua faretra* 
^on indarno a incontrar morti 
"Frontone forte 

Mone il fiè guerriero > o Vuce , 

La 



/ a \t da nule ùfiural 
Fa [et uva 

U alta gloiamd ti riluti. 
Jtfa the pi ti ? sai ntgro Ut* 
Stende ardui 
fcl di tctraarmmOrf&l 
E del Ttegno ttm&raf* 
Ltttofpofì 

fyrttaìCifl fatné è t infoi 



IL FINE 



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