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Full text of "Orazj e Curiazj; tragedia lirica in tre atti di Salvadore Cammarano. Posto in musica dal maestro Saverio Mercadante. Da rappresentarsi al Teatro Regio di Torino, il carnevale 1864-65."

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1 \%r 




TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI 



pi 

SALVADORE G AMMARANO 
POSTA IN MUSICA DAL MAESTRO 

SOTM© lIlCàBAITI 

AL TEATRO REGIO DI TORINO 

il Carnevale 1864-65. 




R. STABILIMENTO TITO DI GIO. RICORDI 

MILANO-NAPOLI 



Il presente libretto è di esclusiva proprietà dell' edi- 
tore Ricordi, il quale intende fruire dei diritti accor- 
dati dalle vigenti Leggi e dai Trattali internazionali 
sulle proprietà aflislk®4etiemrk% 



PERSONAGGI 



Il Vecchio Orazio, cava- 
liere romano 

Orazio, suo figlio . . . . 

Camilla, sua sorella . 

&al>Sna, moglie di Orazio . . 

Curiazio, suo fratello, guer- 
riero albano 

II Gran Sacerdote . . 

Due fratelli di Orazio . . . 

Due fratelli di Curiazio . . . 



sig. Bagaggiolo Eraclito 
sig. Boccolini Cesare 
sig. a Medòri Giuseppina 
sig. a Marenco Luigia 

sig. Lefran Carlo 

sig. Manfredo Luigi 

sig. N. N. 

sig. N. N. 



Congiunti degli Orazj. 
Sacerdoti, Guerrieri, Senatori, Popolo di Roma. 
Un Messo e Guerrieri d ? Alba. 



L' avvenimento ha luogo in Roma, e fuori le sue mirra, 
declinando il primo secolo della sua fondazione. 



ì versi virgolati si omraeltono per brevità» 




%ìba t ttoma 

SGÈNA PRIMA. 

Parìe di Homa in vicinanza, deèle mura 
nel prospetto il tempio di Giano aperto. 

Wggonsi i Sacerdoti, presso le are interne, offrire gli olocausti ^ 
vd una schiera di Matrone e Donzelle , fra cui §afìiil& e 
Camilla , prostrale sui gradini del tempio , ed alzando le 
mani al cielo. Rimbombano prolungali squilli di trombe , an> 
nùnziatori di battaglia. 

Do?f>'E (sorgendo con entusiasmò^ 

.La spada formidabile 

Impugna or tu Quirino -, 

Della città romulea 

Tu veglia il gran destino : 

Sperdi falbano esercito, 

Vinci per noi la guerra... 

L'impero delJa terra 

ti Ciel ne presagi : 
Parte di tanto oracolo 

Si compia in questo di. 
v^ÀM. (a Sab., rimasta seco in un canto, ed entrambe iaamcrsé 
in cupo silenzio) 

Come sul labbro mio gli accenti agghiaccia , 
Sul tuo labbro il terrore ! 
S\ft. Tu nascesti romana, io tal divenni 
Eppur non lice a noi 

On'.zj e Curi ::j $ 



Pregar con esse ! Fra le schiere d'Afta 
Pugnano i miei fratelli!... 
Cam. E fra le schiere 

I miei pugnan di Roma !... 
Sab. E quinci il mio consorte!.. 
Cam. Ed è quindi il mio ben !.. Strazio di morte! 
Qual prece o voto formar potremo ? 
A chi fra numi F innalzeremo , 
Se a noi qual perdita cruda, mortale 
Può la vittoria esser fatale? 
A quel fra* 5 numi il cor volgiamo , 
Che più somigli alla pietà : 
??E quanto chiedergli nemmen sappiamo., 
"Esso concedere a noi saprà. 

(qualche momento di pausa) 
Ah ! che al pensiero i dì richiamo 5 

Quando Curiazio mi disse : io C amo 1 
Quando il suo labbro fé mi giurava, 
E più del labbro il cor parlava! 
"Oh cari giorni avventurati!... 
"Oh dolci e caste gioje d'amor!... 
Ah! rammentarsi tempi beati 

Rende F affanno più crudo ancor! 
Donne Dopo il fragor terribile 
Delle guerriere trombe 
Lungo regnò silenzio, 
Qual regna fra le tombe. 
Cam. È ver... non s' ode F aura 

Fremer di grida e $ armi ! 
Donne Che fia? 

Sab. Tacete... Un murmure 

* Da lunge intender parmi ! 
Cam. Ben dici ! 

Donne E più s 1 approssima... 

Sab. Io palpito !... 

Cam. Chi viene ? 

Donne Di senatori e popolo 
Rapida schiera. 



SCENA II. 



Senatori, Popolo c detti. 

Cam. Ebben? 
Senatori Non combattean gli eserciti... 

A tre guerrieri albani 

Mezio affida , Ostilio 

S 1 affida a tre romani : 

Essi la pugna compiere 

Or denno. (partono frettolosi) 

Sab. Intendi ?... 

Cam. Ah ! sì... 

a 2 Fratelli ! 

C4»r. O mio Curiazio!... 

Sau. O sposo!... 

Cam. II Gel ne udì!... (gettandosi 

nelle braccia di Sabina, e prorompendo in dolcissime lagrime) 
Di quai soavi palpiti 

Balzar mi sento il core !... 

Piango, ma son le lagrime 

Conforto, e non dolore!... 

Quanto mi sta d^ intorno 

LT aura, la terra, il giorno, 

Tutto è sorriso alT anima 

Di giubilo e d"* amor ! 
Coro Eterna è Roma } il fato 

In Ciel ne fu segnato : 

Ad essa i numi apprestano 

Il trionfale onor. 

SCENA III. 
Curiazio, e delti. 

Cur. Camilla ?... 

Cam. Ciel! .. fia vero L. 



Curiazio!.., 
Sab. In Koma L. 

Cim. Mi vi tragge., o donne. 

La pace: chè V evento 
Qual sia della tenzon, pace tra Roma 
Ed Alba si fermò } soggetto il vinto, 
Ma non fia schiavo al vincitor, Nè sprone 
Al ratto venir mio 
Il bollente desio 

Fu sol : giurai . f è noto, (a Cam, 

Porger nel dì primiero a te la mano , 
Che non dovessi armarla 
D^Alba in soccorso ? e Venere celeste 
Chiamai della promessa 
Mallevadrice. 
Cam. Ah ! dessa 

Fe 5 certo il raggio scintillar di pace 
Neil" 5 ora della pugna. 
Cur. Era dovuto 

Un premio a noi di tante pene. 
Cam. Ahi! lungfor 

Pene , senza conforto ! 
Cur. E vero , è vero !... 

Esse ancor son presenti al mio pensieri! 
Talor solingo e tacito, 
Tra cento armati e cento.? 
Di te pensava, e V anima 
Pascea del mio tormento : 
I tuoi sospiri , i gemiti 
Intender mi sembrava , 
E mal frenata lagrima 
Sul ciglio mio spuntava... 
Ma la tergea sollecito 
Air ombra del cimiero} 
L 5 amante 5 del guerriero 
La gloria non macchiò ! 
Cab. Ed io!... qual vita orribile 



i 



Vissi ben mio, sinora! 
A tristi dì seguiano 
Più triste notti ancora. 
I sonni miei turbavano 
Mille funeste larve... 
Talor ferito, esanime 
Vederti al suol mi parve ; 
E mentre intorno P aura 

urli echeggiar facea , 
Nel cor mi discendea 
\j acciar che te svenò ! 
Coro Ecco tuo padre. 

SCENA IV. 

Il vecchio Orazio, e detti 

Ora. (a Curiazio, il quale è corso ad incontrarlo) 
Abbracciami... 

Cur. Signor... 
Ora. Tra lari miei 

Vieni. 

Gbr. Qual giuro a compiere 

Traggo , saper tu dèi. 
Ora, E in breve fia compito* 

Cam. Oh ! come balza il cor !... 

Cur. Camilla !... lo son rapito 

In estasi d"* amor ! 
Cam.,Cur.A1i! non so dir qual giubilo 

Io provo in tai momenti... 

Tu sol, tu puoi comprenderlo, 

Che al par di me lo senti. 

Con te mi fia propizia 

Ogni più cruda sorte... 

Gioja la stessa morte 

Mi fia vicino a te ! 
Gli altri Vieni, e i Celesti arridano (a Curiazio) 

A così bella fè. (partono) 



(a Camilla) 



io 



SCENA V. 

Vestibolo nelle case degli Orazj. 

Orazio entra qual uomo preoccupato : i passi interrotti, H 
volto, gli sguardi, tutto rivela in esso un animo irrequieto. 

Ora fatai!... De' padri 
Raccolto il venerando 
Consesso, sceglie i tre, cui della pugna 
Si commettali le sorti !... O voi di Roma 
Propizie deità, voi quelle menti 
Nella scelta inspirate. 
D* incensi, a cotanf uopo , e di svenate 
Sacre vittime opime altri 1* offerta 
A voi porga sulP are:, io v* offro, o Dei. 
Olocausto maggior, gli affetti miei. 
Di fratello , di figlio , di sposo 
Ho gli affetti scolpiti nel core: 
Ma più grande, ma più generoso 
Della patria in' avvampa V amore. 
Quando a Roma sovrasta un periglio. 
Quando appieno secura non è , 
Di fratello, di sposo, di figlio 

Ogni affetto ammutisce per me. 
Chi giunge? .. 

SCENA VI. 

Senatori, e detto. 

Orazio?... 

Gf incliti 
Padri ne" lari miei!... 
Su te, per voto unanime. 
Cadde la scelta. 



Sen. 
Ora. 

Seu. 



Il 

Ora.. Oh Del! (estatico) 

Sen. Co? tuoi germani a lato 

Combatterai. 
Ora. Fia ver !... 

Sen. Or sei di Roma 11 fato. 
Ora. Io !... 

Seui. Pensavi , o guerrier ! 

Ora. (scuotendosi, e sfavillando per gli occhi l'anima tutta romana) 
Roma Intera la vittoria 

Dal mio braccio attende e spera. 

Il valor di Roma intera 

Combattendo io mostrerò. 
W è serbata eterna gloria! 

Entro T alma un nume io sento!... 

E nelT ora del cimento 

Io qual nume pugnerò. 
Sk\. In quel nobile ardimento 

La vittoria balenò! (partono) 

SCENA VII. 
Interno del tempio di Venere, 

1 sacri incensi fumano sull'ara inghirhndata : da una parte s 
Sacerdoti , dall' altra i congiunti degli Orazj , d' ambo 
i sessi. 

Coro generale 

Del terzo cielo benigna diva . 

Coppia fedele viene al tuo plè : 
Fuma d'incensi Tara votiva, 

LT inno devoto suona per te. 
Ove tu ridi fuggono i mali , 

Ove ti mostri dolor non v'ha. 
I tuoi misteri fra noi mortali 

De* 5 numi spargono la voluttà. 



SCENA Vili. 

Camilla, cinta dei flammeo, e condotta da Sabini* il vee 
chio Orazio « e Curiazio dall' intercolunnio ; il €riH»it 
Sacerdote dai penetrali , e detli. 

Y.On.Ebbeu ?... (al grau Sacerdote) 

Sac. Qual fu tua brama, 

Dell' 5 offerta ne'sacri 

Visceri palpitanti era de^ numi 

La volontà scrutata. L lor destini (accennando Cam. 

Ha congiunti per sempre e Cur.) 

Il Ciel : frapporre indugi a 1 suoi decreti 

Colpa saria. 
V.Ob. Più lieti 

Auspici alla mia prole 

Non arriser giammai. Combatteranno 

Eccelsa pugna i tuoi fratelli , e sposa 

Tu d" 1 un prode sarai ! 
Cam. (A' tuoi contenti alma resisti!...) 
Cu a. Ormai 

Si compia il rito. 
Sac. A piè del nume, o figli , 

D'amor, d'eterna fé* 5 sciogliete il puro 

Giuramento solenne, 
CAM.CuB.Giuriam... % (genuflessi innanzi al simutaciV} 

SCENA IX. 

Orazio seguito dai fratelli, e da un messa d'Alba: i suddetti. 

Ora* Non proseguite. 

Cam. Ahimè !... 

Sac. V.Qr.. Cur.. Sab. Cobo Che avvenne? 

Ora. Ora non è più questa 

Di nuziali pompe. 
Cam. E qual cagion funesta?... 

Ora. Supremo le interrompe 



Voler del fato. 

Cu*. , Ahi ! come ? 

Ora. I suoi guerrieri elesse 

Alba , e qui scritto il nome 
De"* prodi invia. (additando un papiro^ eh© 
l'Albano porge a Curiazio ; questi vi affìgge i lumi , e 
resta come percosso da fulmine) 
Cam. (atterrita da un ferale presentimento) Che lesse ?.,. 

(raccoglie il papiro caduto dalle mani di Curiazio, e legge) 

/ tre Curiazj 7 
Sac, V. Or., Coro Cielo!... 
Sai. Un fulmine piombò !... 

Cam. Xj aitar di negro velo 

Per me si circondò!... (regna tetro e lungo si- 
Ahi! dove un Olimpo schiudeva P imene, lenzio) 

Abisso tremendo il Fato scavò ! 
Un gelo di morte mi stringe le vene ! 
DalP ara alla tomba conciotta sarò ! 
D»r.(A stringere il brando la patria m'invita! 
Ma contro quai petti vibrarlo dovrò !... 
Ahi! cruda mia sorte !... o spento alla vita, 
O spento alP amore in breve sarò ! ) 
Ora. (volgendo un guardo a Curiazio) 

Reprimer non posso un moto d'orrore... 

Macchiar di qual sangue la palma dovrò!.., 
Crudel sacrificio si chiede al mio core! 
Ma Roma lo chiede , compirlo saprò ! ) 
Gli altri Orazj 
Sorride in un punto 5 e freme la sorte! 
Di gloria e cPaffanno un giorno spuntò! ) 
Sac, Sab., Coro 
(AgP inni succede silenzio di morte ! 
La gioja in orrore il Fato cangiò!) 
Cwr (guata un istante Camilla, e sembra combattuto da vari 
affetti : poi, raccogliendo tutta la sua costanza , ed in pia- 
cinto di uscire, esclama) 

Addio! 



n 

Cam. (accorrendo) Curiazio!... arrestati!.... 

Ed ove corri ?.. 
Cur. Al campo. 

Cam. No... pria m'uccidi... 

Oba. Stolida ! 

Ài suo dovere inicampo 

Osi tu farti ?... 
Cam. Ab ! barbari !... 

Dover^ dover si noma 

Pugna cotanto orribile? 
Cur. Alba la chiese ? 

Ora. Roma 

La vuol ! 

Cam. Fermate... uditemi... 

LT imene ?... (a Curiamo) 

Cur. Un sogno fu. 

Cam. Son miei fratelli !... 
Cur. Ah ! scostati... 

Cam. E l'alma mia... (al fratello, accennando Cur.) 

Ora. Non più... 

Cam. Ite dunque, uccidetevi a gara... 

Condannatemi al pianto in eterno... 

I mortali son furie d' averno! 
Son gli Dei mentitori con me! 

Ora. Tronca i detti , che oltraggiano a gaia 

II tuo sangue.» la patria, gli Dei... 
Non romana, mia suora non sei ! 
Arrossisco, insensata, per te! 

Cur. Un destin ci respinge dall'ara, 

Un destin che d'amore è più forte !... 
Ah! del par la vittoria e la morte 
Mi dividon per sempre da te ì 

V. Or. Vieni, o figlia, ed a vincere impara 
E te stessa e l'avversa fortuna... 
Dèi mostrar che fu Roma tua cuna,, 
Dèi mostrar che sei nata da me. 

Sa». Fato ingiusto un orrendo prepara (a-C*m-) 



Avvenir di cordoglio per noi!... 

miei pianti si inescano i luoi... 
Io ti resto, tu resti per me. 
Gli altri 
Adoriam quei che tutti prepara 
NelT eterno concetto i destini : 
Ei talvolta nasconde i suoi fini;. 
Ma crudele, ma ingiusto non è ! 
(Suriazio parte rapidamente, seguito dal messaggiero albano: 
Camilla lenta seguirlo , ma è trattenuta : gli Orazj escono 
per altra via : il disordine e la costernazione si diffondono 
poi tempio) 



PISE DELL^ ATTO PRIMO. 



f Statolo 



SCENA PRIMA. 
Vestibolo nelle ease degli Orazj. 
Orazio ed i fratelli , ognuno cinto d' armi. 
(Orazio mettendosi coi fratelli in finocchio sul limitare) 

Addio sacri penati ! — (sorgono) 

Ov** io non rieda 
Vincitor della pugna , 
Ij ultima volta è questa 
Che la paterna soglia io varco. .. 

SCENA IL 

f/urazio e detti. 

Cur. Arresta. 

Gn Ora. Curiazio ! ... 

Ora. Fra' miei lari ! 

Cur. Un sol momento... 

(ad un cenno di Orazio» i fratelli si ritirano) 
Ora. Al campo 

Io ti credeva ! 
Cur. Irresistibil forza 



17 

Respinse addietro i passi miei ! riè seppi 
Domar 1' ardente voglia 
Di stringerti al mio sen, pria di scontrarti 
Col brando in pugno... (movendo in atto di abbrac^ 
Oua. No... t'arretra, e parti, ciarle) 

Cur. Se d'ogni affetto umano 

Per te la possa è doma, 

Se chi nasceva in Roma 

E crudo al par di te, 
Che non mi fean romano 

Rendo agli Dei mercè. 
Ora. Vanne ; f affetto antico 

Ricopra un vel d'obblio* 

O te svenar degg'io, 

O me svenar dèi tu ! 
Di Roma sei nemico; 

Non ti conosco più ! 
CtfR. In fera pugna stanco , 

Perdute Tarmi, o frante, 

Le chiome , il petto , il fianco 

Del sangue mio grondante \ 

M'atea feroce stuolo 

Già rovescialo al suolo!... 

Chi dal mio capo ignudo 

Svolse le ostili offese ? 

Chi sopra me lo scudo 

Proteggitor distese? 

Per te la luce io miro!... 

L'aura per te respiro!... (prorompendo ir 

D'Alba nemico sei, lagrime di tenerezza) 

Ma ti conosco ancor! 

(gettandosi al collo di Orazio r con dolce violenza) 
Òka. Curiazio!... (mal resistendo) 

Cuh. Piangi! 
Ora. Oh Dei Im- 

boccandosi la guancia solcata da una lagrima) 

Hanno i Romani un cor ! 



Voci popolari (dall'esterno) 
Andiamo... - Andiam.., - Già prossima 

E Torà del cimento..., - 

Divinità propizie 

Vegliate al gran momento !... 
Ora. Udisti? 
Cue. Intesi... 
Ora. Muovono 

Le turbe spettatrici 

Ai campo ! 

Cur. E noi !... (come vergognando del 

Ora. Si tronchino ritardo) 

GP indugi. 
CusR. Sì... ben dici!... 

Ora. Valor ! 

Cur. Costanza ! 

Ora. Or tutto v 

Tutto roraan son io ! 
Cur. Vedimi... a ciglio asciutto 

Da te mi sciolgo. 
a 2 Addio !... 

Ardente amor di gloria 

Solo ni* 5 avvampa ornai!... 

Incerta è la vittoria , 

Certo T onor sarà ! 
Se condannò la patria 

Il pianto che versai . 

Di sangue un olocausto 

Ammenda ne farà! (partano) 



SCENA III. 



Vasta pianura fuori le porte dì Roma, 
e limitrofa ai due accampamenti. 

Fra il rimbombo di bellici strumenti schierasi da una parte Peser 
cito di Roma, dall'altro quello d'Alba : e quinci e quindi s'inol 
trano poscia i Duci , accompagnando i tre Orazj ed i tr 
Curiazj : il vecchio Orazio segue i figli» 

Romani Pria di pugnar si sciolgano 

I giuramenti alterni. 
Albani E testimoni e vindici 

Tutti ne sian gli Eterni. 

Orazj e Curiazj 
Giuriamo per la gloria 
O vincere , o morir. 
Duci Romani ed Albani 
Se vinti noi sommetterci 
Giuriamo al vincitore. 
Tutti Vergogna ed abbandono 
Ricopra il mancatore, 
E la celeste folgore 
Lo possa incenerir! 
V.On.La veneranda schiera 

De' sacerdoti ad implorar s^ avanza 
Fausti i numi a* 5 pugnanti. 

SCENA IV. 

Il Gran Sacerdote, con seguito di Flamini, e detti,. 

Sax:. Sospendete 

La pugna. 
Gli altri Che! 
Sac. Lo impongo 

A nome de* 5 Celesti e 



20 . *. 

Ohazj»E qual cagion?... 
Curiazj ?jLa svela.,, 

Sac. »Da funesti 

"Presagi fui qplpilo !... Arser gl'incensi 
5? A stento sugli altari^ e itegli, e densi 
r>Surser globi di fuoco, che ritorse 
«In giù potenza ignota!... De' congiunti 

sangue, sparger denno 
r>A congiunti !... Potria 

^Destar sì fera pusrna 

r > • r • r b 
«L ira divina. 

Romani ed Albani 

Che favelli !... (tocchi da religioso terrore) 

Sac. Meco 

Nel fatidico speco 

Dell'Aventin traete : il re lo vuole. 

Norma del Ciel ne sia la voce. 

Ora. Come! 

Cim.E P onore ?... 

Orazj La fede?... 

Curiazj l giuramenti?.». 

V. Or. Cedete, o figli... 

Romani ed Albani Sì... 

Orazj efCuRiAzj Non mai.». 

Sac. Por freno 

E d'uopo a zel soverchiamente audace : 

Quando parlan gli Dei si adora e tace. 

G. Sac, V. On., Duci romani ed albani* 

Non di trombe, non di brandi 

Il fragor s' intenda ancora : 

Ove il Fato lo comandi 

Spargerete il sangue allora. 

Ma sì barbara condanna , 

Scritta forse in Ciel non fu. 

Ora. (De' Quiriti in sen t'accampa 

O di Roma santo affetto: 

Il tuo foco, ah! non gli avvampa 

Quale avvampa nel mio petto! 



21 

11 maggior per me dei numi , 
11 destin per me sei tu!) 

Cuu. (Dall'ambascia il core affranto 5 
Si ridesta, e vive, e spera... 
In te , amore , in te soltanto 
Mia fidanza io pongo intera: 
Tra glj Eterni è grande il Fato, 
Ma più grande amor sei tu!) 

(ìl gran Sacerdote parie frettoloso, seguito dagli Orazj e Curiazj. 

dai Flamini, e dai principali Duci romani ed albani) 

SCENA V. 

Orrida caverna a pie dell'Aventino, a cui si discende per lunga 
serie di scalini incavati nel vivo masso: le dense tenebre che 
vi regnano son qualche tratto rischiarate appena da incerta 
luce , che penetra da un forame praticato nelValto : in fondo 
una porta di bronzo chiusa. 

Dopo lungo e terribile silenzio, vedesi Camilla scendere tutta 
sola nella misteriosa spelonca. 

Ecco il delubro! (accennando alla porta) Innanzi 

Al sacro limitar della caverna 

Svenan T offerta i sacerdoti... Osai 

Fra queste arcane ombre temute io sola, 

Divo Apollo, venirne... Amor mi mosse! 

E prima giunger volli , 

Ad implorar la tua pietà. Gli Eterni , 

Del par che onnipossenti, 

Giusti son, son clementi; 

Nè tu nume vorrai 

Chieder lagrime eterne a questi rai. 
La mia prece , il pianto accogli , 
Abbian line i miei spaventi : 
Regolar tu puoi gli eventi , 
Un tuo detto è V avvenir. 

Orazj e Curiazj 2 



L'empia pugna tu dìstogfr... 
In le fida il cor (remante... 
Non costringermi V amante 
O i fratelli a maledir ! 



SCENA vr. 

' " ' ' ' ' ^ ■' 4f ~"< , • 

I Sacerdoti gli Orazj ed i C?ui*iazjT accompagnali db. 

molti Duci delle due armate. Sabina, con séguito di nébìlr' 
romane, e detta 

Tutti O voce del fata, se vietasi gli Dei 

La pugna prescritta, svelar tu ne dei : 
IT santo responso, fra* mistici rombi,] 
tn questo rimbombi - abisso d* orror. 

(odesi un cupo muggito sotterraneo; 

DalPime làtèbre del pallido speco 

innalza fremente un murmurc, un eoo: 
È Paura del nume, che intorno già mosse, 
E Fai me percosse - di sacro ferror ! 

(Il muggito fa sentirsi più vicino. Tutti si atterralo. Spa- 
lancasi la porta, e lascia vedere parte del febeo delubro, mentre 
una voce tonante pronunzia la fatidica parola) 

Tremate, o genti! A voi de* numi il nume 
Ne 3 miei tremendi oracoli favellai 
Si pugni: tal sta scritto in quel volume 
Ove sillaba mai non si cancella! 

(La porta si rinchiude : Camilla cade tramortita) 

SACERDOTlObbedite. (agli Orazj ed al Curiazj) 

Orazj Ait armi... (movendosi per uscire) 

Clb. (osservando lo stato di Camilla'! Alcuno 

Fu di me più sventurato ?... 

Altri Curiazj 
Vieni , seguimi... opportuno 
È F istante !... 
CtR. Avverso fato !... (tutti escono, 

tranne Sabina, e le altre donne rimaste intorno a Camilla) 



Sab. Sposo?.., Ahi misera!... (ritornando presso U 

Doune L'atta... sveuuta 

Sab. Quante vittime la sorte 

Oggi eli iese !.. (Camilla si riscuota 

Donne Riede in vita !... 

Sab. Al supplizio , a lunga morte 

Ella riede! 
Cam. "Q ua l e orrendo 

Vel mi cinge!... 
Sab. Deh*!... 
DosttE Fa cor. 

Cam. (riconoscendo gli oggetti a poco a poco) 

L'antro!., il tempio!.. Ed essi?.. Ali!., intendo! 

(con grido acutissimo) 

Cosse Sventurata !... 

Sab. Oli mio terrori... 

Cam. (nella più viva disperazione) 

. Arde già P atroce guerra!... 

"Gronda il sangue, gronda ornai !.,. 

E non C apri o dura terra ?... 

Cielo, un fulmine non hai ?... 

Se d' un cor che a morte anela 

Nume alcun pietà non sente. 

Sia de^nunù pià clemente ? 

E m 1 uccida il mio dolor. 
Sab. Sol t 5 ascondi , e P empia cela 

Sanguinosa, orrenda scena... 
DoMK£ Ahi ! che piange a tanta pena 

Ogni ciglio ed ogni cor! 

(Camilla esce qual dissennata.; tutte la seguono) 



FI.VE dell'atto secondo. 



^TT@ fili® 
Ca Pugna 



SCENA PRIMA. 

Luogo presso resterno delle mura di Roma: vcdcsl nel fondo 
parie dell* accampamento albano: la notte è vicina al suo 
termine, 

{ urla zio giacente , con la testa appoggiala al proprio scudo , 
e qual persona sorpresa da breve sonno. 

Ah ''occaso volgea 

LTastro del giorno... differita quindi 

Fu la tenzon... Camilla, 

E dove il trafugato 

Mio brando rechi ?... Alle infernali Erinni 
Tu lo consacri!... Deli!.. * Già rompe falba!... - 
(* svegliandosi, e balzando in piedi) 

* Si pugnerà fra poco... 

9 Orrida pugna ! Nè di morte invoco 

* Per me l'aita! In core 

* Fratricida , e nemico 

* D'Alba sarei! Pur della morte islessa 
La vittoria m'appresta 

Vita, oli! quanto più cruda e più funesta! 
Ahi ! come a lei mostrarmi 
Orbata dei germani ? 
Del sangue lor grondarmi 
Vedrebbe ognor le mani ! 
Oimè ! fuggir^ nascondermi 
Fia d* uopo agli occhi suoi !... 



u 

Barriera insuperabile 

S' innalzerà fra noi!... 

D* 5 amaro, eterno pianto 

A lei cagion sarò ! 
W abborrirà cotanto , 

Quanto sinor rn^arnò! 
Giù vien ?.,. 

SCENA li. 

Camilla, Sabina? c detto. 

Cam. Son io... ravvisami (lasciando 

cadere il suo velo) 
Cur. Fia ver ?... Camilla !... Io tremo !... 

Cam. Ali! sì 5 Camilla, o barbaro, 

Cui senza dir T estremo 

Addio, fuggisti! 
Cdr. Ahi misero!... 

Di sì terribil ora 

Vieni le ambasce a rendermi 

Più disperate ancora ? 

Fuggi... ^ 
Sab. Ij ascolta... 

Ckr. Involati... 
Sab. Fratel ! 

Cur. Soppressa ornai 

Il gran momento !.... < 
Cam. Arrestati... 

(con tutta la forza della disperatone) 

Me viva, non andrai 

Air esecrata , orribile 

Tenzon... 
Cua. Che?... 
Cam. No... 
Cvft. Deliri ! 

Cam. (cangiando tuono, e prorompendo in lagrima) 

Pietà del mio delirio 
Orazj e Curia? j g 



se 



Ti prenda... o fa cl^ io spiri , 
Qui del tuo ferro vittima, 
A^ piedi tuoi... 
Cur. Camilla !... 

Sorgi... 

Cam. T'arrendi, o svenami... 

Cur. La mia ragion vacilla!... (odesi lontani? 

fragore, ed il passo affrettato di gente in armi) 
Qual suon ?... 

SCENA III. 
Guerrieri albani, e detti. 

Alb. Che fai , Curiazio ? 

In campo i tre Romani 
Già si mostraro... accorsero 

I prodi tuoi germani... 

Te T uno e P altro esercito 
Attende !... 

Cun. Oh mio rossori... (squillano 

CAM.,SAB.Numi ! le trombe) 

Alb. Le trombe squillano ?... 

Cur. Io volo... 

Cam. Un detto ancor... 

Cur. Non Podi? Vii mi chiama 

Di quelle trombe il suono!... 

Ah! no, che tal non sono... 

In breve il mostrerò... 
Vieppiù divampa , e ama 

Or che ti perde il core... 

Ma il ciel 9 P averno 3 amore 

Rendermi vii non può ! 
Cam. L^acciar mi vibra in core... 

Morte sol chieggo, e vo... 
Alb. Alba nel tuo valore 

II suo destili fidò. 



ÀLB. 
ClJR. 




viva forza da Camilla, e spingendola nelle braccia di Sabina) 



Morto son io per te!... 

(fuggendo rapidamente seguito dagli Albani) 

SCENA IV. 
Vestibolo nelle case degli Orazj, 
Il Vecchio Orazio. 

SulFalto delle mura ognun de" 5 prodi 

Corse a veder lo scontro... io sol non oso!... 

Io sol !... Pe^ figli miei 

Non tremo; tremo per la patria ! O Dei , 
Sol per essa v'imploro... Ah! eh 1 io non debba 
Anzi che taccia il sole, 
Dir : troppo vissi ! 

SCENA V. 
Alcuni vecchi Congiunti degli Orazj , e detti. 

Co», (inoltrandosi con segni di vivo rammarico) 
■ Oh Roma !... 

Oh sciagura !... 
V.Or. Di gel m r empì le vene 

Quel grido !... Ebben?... 
Un Con. Siam vinti ! 

Un altro Alba trionfa! 



Cam. 
Cur. 



O vinto, o vincitore, 



Ahimè ! 



V.Or. 



1. Estinti 
Caddero i figli 'adunque. 



Un Con. tJn sol né resta ì 

Un altro Di Sabina lo sposo... 

V.Or. Infin eli 1 ei vive. 

Vive di Roma la speranza! 
Congiunti Ei fugge. 

V.Or. Oh vile !... oli di mia stirpe 

Obbrobrio eterno! Un figlio mio... fuggire!... 

Qualche Con. 
Sol j contro tre ? che far dovea ? 
V.Or. Morire. 

Oh! se morendo, s^ ei prolungato 
Avesse almeno il gran cimento , 
L/ 5 aspro servaggio almen tardato 
Di Roma avrebbe qualche momento! 
Sul padre antico , e sui Romani 
Di quel codardo P onta piombò ! 
Ma tanta infamia con queste mani 
Nel sangue indegno io laverò ! 

(Odonsì liete grida, che ripetono) 

Roma!... vittoria!... 
V.Or. Suir aure udia 

Voci di gioja! 
Congiunti Numi ! 

SCENA VI. 

Alcuni Senatori e detti. 

V.Or. Che avvenne?... 

Senatori Tuo figlio ha vinto. 

V.Or. Ei?... Non fuggia ?.. 

Seu. Tal simulando gli allori ottenne. 

Ad inseguirlo mosser «rli Albani, 
Ma noi raggiunsero nel punto istesso: 
Allor quel prode i tre germani 
Un trafiggea dell' altro appresso. 

Orazj Oh Roma!... 



29 



V On., Oh figlio!... Ed io polca?... 

(con lagrime di gioja c di tenerezza) 

Fu stolta Tira die surse in ino... 
Ah ! rammentarmi ognor dovea 

Oi' era il mio sangue trasfuso in te ! .. 
Piango... ma queste lagrime 

Onta non sono al ciglio... 

Non deve a Roma asconderle 

Romano genitor. 
Non è mia sola gloria 

Vittorioso un figlio: 

Di quei che spenti caddero 

Superbo io vado ancor ! 
Sen. Vieni... corriamo al tempio... 

Ti brama il re . li chiede... 

Vieni, e de* 1 numi al piede 

S** attenda il vi n ci t or. (partono) 

SCENA VII. 

Piazza contigua alla porla Capcna. 

Essa è ingombra di popolo, e di parte dell' eserrilo : si avanza 
Orazio trionfate, circondalo dalle spoglie de" Curiazj; Io 
seguono lutti gli ordini del Sacerdozio, il Sena'o , ed i prin- 
cipali Duci. Intanto, al fragore delle trombe vitloi ù>se, cantasi 
il seguente 

Cono Salve, guerrier magnanimo , 

Nume primier di Roma : 

Prezzo è di tua vittoria 

Alba sommessa e doma : 

E come fia di Romolo 

Eterna la città. 
Eterna la memoria 

Del tuo valor sarà ! 
Oua. Vincesti , o Roma ! Il fato , 



m 

Di tua grandezza il braccio mio strumento 
Volle - ed il sangue de** fratelli miei... 

(è commosso, ma vincendo se R%cdesirao , ed aceenaandà 
agli altri di seguirlo, aggiunge rapidamente) 
Al Campidoglio... 

SCENA ULTIMA. 

Camilla accorrendo scarmigliata, e nell'estremo disordine, 
e delti.. 

Cam. No: C arresta... 

(jli altri Oh Dio !... 

Cam. Altra vittima ancora , ed altro sangue 

Domanda il suo trionfo !... (facendosi più dappresso 
ai fratello , ed offrendogli il petto) 

Vibra la spada. 
Ora. Sciagurata!... 
Cam. Numi! 

Le spoglie di Curiazio!... Ahi vista!... I lumi 
Covrimi o notte de* 5 sepolcri... (gettandosi quasi 
priva di sentimento sulle spoglie di Curiazi*) 
Ora. Ah! vinci*. 

Vinci la dura prova, e di costanza 
L 9 esempio mio li parli... 
Cede a pubblico ben, privato lutto: 
Mostri che sei romano il ciglio asciutto. 
Cam. Dammi , se a queste lagrime 

Vuoi tu eh* 5 io ponga freno, 
Un cor di tigre o d* 1 aspide, 
Che al tuo somigli appieno. 
Amarlo eternamente 
Fu il voto mio più ardente!... 
Eternamente piangerlo 
E il ben che a me restò. 
Ora. E del trionfo ai cantici 

Dolore e pianto unisci? 



Zi 

Cinto del sacro laura 

Portarmi oltraggio ardisci? 

Roma, punir dovrei 

Innanzi a le costei: 

Ma stolta elfè, compiangerla, 

E non punirla io vo. 
ÀLCf Hi del popolo (interponendosi, c cercando allontanarla) 
Ti calma, o donna?, e renditi 

Ai lari tuoi... 
Cam. Ben dite ! 

Non denno il vostro giubilo 

Turbar querele ardile! (con sarcasmo) 
Popolo E d* 5 uopo al falò arrendersi! 
Oha. LT impero di te stessa 

Riprendi , e fine ai gemiti, 

Lo devi a Roma... 
C*M. (con fremito represso) Ad essa ? 

E miei danni origine 
• Non fu l'altera?... 
(ìli altri Oh Ciel !... 

Cam. Non immolasti, o barbaro, 

A Roma il mio fedel ?... 
(prorompendo in tutta ki forza di un cieco furori*) 

Ah ! su lei tremendo foco 
Piova l'ira onnipossente!... 
Tal che tolta sia tra poco 
Del mio bene il rogo ardente! 
Sopravvivere al suo fato 
Un istante a me sia dato... 
Contemplarne le ruine ! 
E di giubilo morir ! 
Ora. Empia donna !... ed io f udiva , 
Nè cadesti ancor svenata ? 
Oh ! nel sen che ti nudriva 
Morta fossi, pria che nata!... 
Ho le furie in cor d^averno... 
Nulla intendo.... nulla scemo... 



Sol di Roma veggo il nume 



Che nT accenna di ferir! 
SACEKDoriScelleragin così nera (ad Orazio) 

Deve il CieL, non tu punir... 
Popolo Vanne, fuggi, e Roma intera (d Cam.) 

Più non debba inorridir... 
Cam. (nel suo delirio strappa ad Orazio il serto di alloro, e lo 
Ti calpesto, infame alloro... calpesta) 
Sacerdoti Scellerata ! 
Ora. Oh mio furor L. 

(sguainando la spada, e avvenendosi a Cannila) 
Cam. Ah! (fuggendo) 
Ora. Perversa!... (liberandosi da taluno che tenta 

rallenerlo, la raggiunge, e cacciandole ima mano fra 
le chiome , le immerge il brando nel cuore) 
Donne Cielo!... 
Cam. Io moro !... 

Donne Che facesti ?... 
Gli altri Quale orrori 

(Camilla cade Ira le braccia d' alcune donne : tutti 
sono compresi di raccapriccio) 
Cam. Sento... l'estremo .. anelito !... 

I rai... m'adombra... un... velo !... - 
A te perdono... Orazio... 
Roma, perdoni... a me... - (raccogliendo le 
Mio ben... ti seguo... attendimi... forze) 
Ah! non mentiva il Cielo!... 
Ecco... gli Dei m'uniscono 
Eternamente... a... te ! 
Coro Fu col tuo sangue, o misera, 
Deterso appien V errore... 
Già perdonò la patria. - 
Eterna pace a te ! 
Ora. Un gel di morte scorrere 

Mi sento in mezzo al core !... 
Ahi!... tanto dunque, o Roma* 
Costar dovevi a me ! (Camilla spira, 

Orazio si copre il volto coi pallio: lutto universale) 
UNE.