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Full text of "Rosamonda; tragedia per musica in due atti"

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ROSAMOIVDA 

TRAGEDIA PER MUSICA IN DUE ATTI 

DI 

PIETRO COMÌNAZZI 
DA RAPPRESENTARSI 

I NEL TEATRO CARCANO 

IL CARNEVALE l83l 



MILANO 

PER ANTONIO FONTANA 



M.DCCC.XXXI 



COMPAGNIA DI CANTO 
DONNE 



Pasta Giuditta 5 Prima Cantatrice di Camera 



Orlandi Elisa 

MART1NET EuGENlA-HuMBERTA 

Laroche Enrichetta 
Taccani Elisa 
Hazon Marianna 
Bàjllou-Hilaret Felicita 
Ferretti Amalia 
Piombanti Faustina 
Lega Giuseppina 



signore 



di S. M. I. R. A., ec. 
Ekerlin Fanny 
ÌIoser Lina 



TENORI 



BASSI 



signori * 



signori 



Rubini Gio. Battista, Can- 
tante di Camera di S. M. I. R„ A. 
Valencia Leandro 
L'ervati Paolo 
Musatti Gioachimo 
fciAMBÀiTi Alessandro 
Grippa Antonio 



Galli Filippo 
Frezzolini Giuseppe 
Mariani Luciano 
Schober Giovanni 
Baroilhet Paolo 
Biondi Lorenzo 
Lodetti Francesco 



POETA ADDETTO AL TEATRO 
Signor COMINAZZI PlETRO 



COMPAGNIA DI BALLO 



Inventore e Compositore de* Balli 
Signor Henry Luigi 



Sur. Mattis 



Primi Ballerini Serj 
Signora Hasenhut 



Su. Soffra 



Primi Ballerini per le Parti Serie 
Signori Molinari Nicgia — Trigami i Pietro 
Signore Pezzoli Francesca — Bencini-Mollnari Giuditta 
Casati Carolina - Muratori Gaetana- Terzana Caterin 
Signor Casati Tomaso 

Primi Ballerini per le Parti Comiche 
Signori Alleva Antonio — ^ ien~na Carlo 



Altri Primi 
per le 
Signori 
Bandoni Pietro 
Baranzoni Giovanni 
Brìanza Giacomo 
Beneini Francesco 

li Fedele 
Diani Prospero 
Fontana Giuseppe 
Franzini Giovanni 
Rubini Pietro 
Romolo Raffaele 
Spina Giuseppe 
Villa Francesco 
Vigano Edoardo 



Ballerini di mezzo carattere 
Parti , Passi e Ballabili 

Signore 
Ardemagni Luigia 
Bondoni-Schiroli 
Brachieri Rosalbina 
Braschi Eugenia 
Caccianiga Rachele 
-Novellali Luigia 
Pompei Maria, e Nipote 
Pollastri Enrichetta 
Pizzi Amalia 
Romani Giuseppina 
Scanagatti Carolina 
Tarpini \ irginia 
Ubicini Carlotta 



Ballerini di Concerto 
N. 8 Coppie. 



Maestro al Cembalo 
Sig. Schira Francesco. 

Primo Violino , Direttore cP Orchestra 
Sig. Zamboni Petrini Nicola. 

Altro primo Violino in sostituzione 
Sig. Ferrara Bernardo. 
Primo Violino pei Balli 

Sig. Manzoni Camillo. 

Primo Violino de' Secondi 
Sig. Grossoni Luigi. 

Prima Viola 

Sig. Lavelli Alessandro. 

Altra Prima Viola in sostituzione 
Sig. Bussola Giovanni. 
Primo Violoncello al Cembalo 

Sig. Bussi Tommaso. 
Altro primo Violoncello in sostituzione 
Sig. Setti Giacomo. 
Primo Contrabbasso al Gembalo 
Sig. Ronchetti Fabiano. 
Altro primo Contrabbasso in sostituzione 

Sig. Bianchi Urbano. 
Primo Corno da Caccia Altro primo Corno 

Sig. Bergonzi Benedetto — Sig. Gelmi Cipriano. 
Primi Clarinetti a perfetta vicenda 

oig. Cavallini Pompeo — Taveggia Alessandro. 

Primi Flauti a perfetta vicenda 
Sig. Pizzi Francesco — Pagani Luigi. 
Primi Oboe a perfetta vicenda 
Sig. Daelli Paolo Emilio — Pighi Carlo. 

Primi Fagotti a perfetta vicenda 
Sig. Gantù Antonio — Spotti Cesarb. 
Prime Trombe a perfetta vicenda 
Sig. Vigano Giuseppe — Siccarz Giovanni. 
Primo Trombone Altro primo Trombone 

Sig. Bernardi Luigi — Sig. Goldini Giovanni. 

Suonatrice d 1 Arpa 

Signora Vergani Teresa. 



Maestro de 1 Cori 

Signor Salvioni Carlo 



Direttore dei Cori 
Signor Granatelli Giulio Cesare 

Macchinista 
Signor Pavesi Giuseppe 

Attrezzista 
Signor FornAri Giuseppe 

Direttori del Vestiario 

Signor Mondini Giovanni — Signora Cervi Rosa 

Assistente alla Sartorìa 
Signor Viglezzi Giuseppe Settimo 

Capi Sarti da Uomo 

Signori Giacomo Colombo < — • Gioncada Antonio 

Capi Sarti da Donna 
Signori Foresti Giuseppe ■ — Valsecchi Gaetano 

Parrucchiere 
Signor Bassano Graziadei 



Capi Illuminatori 

Signori Bruni Domenico — Paleari Gaetano 



V 

ARGOMENTO 



JtLnrico, duca di Normandia , avea sposata Leo» 
nora figlia ed erede di Guglielmo duca di Guascogna 
e conte di Poitou , già innanzi moglie di Luigi VII 
re di Francia, e da questo ripudiata, perchè, quando 
il seguì alla Crociata , eragli venuta in sospetto d' a* 
mareggiare un Saraceno, Il potere e le ricchezze acqui- 
state con siffatto matrimonio , agevolarono ad En~ 
f ico le imprese d' Inghilterra ed il patto di succe- 
dere a quel trono alla morte di re Stefano , che 
V avea usurpato. Ma il carattere superbo di Leo- 
nora, non meno che la grande disuguaglianza d* età 
fra essa e il marito, ben tosto da lei staccarono il 
cuor d? Enrico, il quale, invaghitosi della avvenente 
Ros amonda , che pel verso vien detta Rosmonda , 
potè , mentre era lontano lord Gualtiero Clifford 
padre della donzèlla , sedurla, mentendo nome e sta- 
to , e tenerla nascosa nel Castello di Woodstock , 
in una torre , da quella appunto chiamata di Ro- 
samonda. Leonora , avvistasi dell 3 infedeltà d' Eri- 
rico , tentò di scoprire il ritiro della rivale ; riè le 
venia fatto , se non che, avendo ella dovuto, men- 
tre cacciava vicino a Woodstock , in quel Castello 
ricoverarsi da un temporale , quivi da un paggio ri- 
levò che in esso vivea V amata di Enrico. A questa 
scoperta la Regina furiosa corse sopra la sventurata 
Rosamonda , e V uccise accanto una fonte ne 3 giar- 
dini di Woodstock. 

L'autore, nel raccomandare al Pubblico questo 
suo primo lavoro, protesta cF aver dovuto, così nella 
scelta dell' argomento, come in ogni altra cosa, ser- 
vire all'altrui desiderio. 



PERSONAGGI 



ENRICO II, re d' Inghilterra, 

Signor RUBINI GIO. BATTISTA. 

Cantante di Gamera di S. M. I, R. A. 

LEONORA DI GUASCOGNA, moglie di Enrico 

Signora LARO CHE ENRICHETTA. 

ROSAMONDA, amante d'Enrico e figlia di Clifford 

Signora ROSER LINA. 

Lord GUALTIERO CLIFFORD, padre di Rosamonda 

Signor SCHOBER GIOTANNI. 

ARTURO, Paggio 

Signora BAILLOU-HILARET FELICITÀ. 

NORCESTO, Uffìziale d'Enrico 
Signor zambàiti Alessandro. 

Coro 

di Cacciatori — di Terrazzani di Woodstocl 
e di Guerrieri. 

Comparse di Soldati. 

La Scena è in Inghilterra nei castello di Woodstock; 
L 1 epoca è del 1 1 73. 

(I versi virgolati si omettono per brevità) 
MUSICA DEL SIGNOR MAESTRO LUIGI MAJOCCHI 



Le Scene sono nuove, eseguite dal signor 
Alessandro Sanquirico 



ATTO PRIMO 



SCENA PRIMA 
Ampia foresta vicina al Castello di Woodstock. 

( Il cielo è in tempesta ) 

Coro di Cacciatori 

Veggonsi a mano a mano apparire i Cacciatori sbigottiti e 
confusi; improvvisamente s' arrestano qua e là per la 
selva e prorompono nel seguente Coro. 

Tutti 

-A h ! qual tremendo turbine ! 

Ah ! qual orror profondo ! 

Scosso tremar sui cardini 

Sembra repente il mondo ! — 

Dove cercar ricovero 5 

Dove raccorre il pie ? — (durante il canto 
1 .* Parte Ma la regina ? . . . si vanno accostando) 

2t. a Parte Rapida 

Già precorrea la caccia } 

Procella insorse } scorgere 

Chi ne potea la traccia ? 
Tutti Oh noi perduti ! oh spasimo ! 

Ella con noi non è. 



IO 



ATTO 



Tu , che vegli alla difesa 

De' regnanti , o Ciel ? P aita ! 
Salva tu sì cara vita , 
Tu la rendi al nostro amor ! 
Basti 9 o Ciel ? che alla smarrita 
Ogni pace sia contesa ! 
Basti ornai j che inaridita 
Sia la speme -di quel cor ! — 

i . a Parte Che più si tarda ! 

Tutti Cerchisi 

Il monte 5 il pian , la valle. 

1. a Parte Ogni sentier recondito. 

2. a Parte Ogni lontano calle. 
Tutti Vile colui che riedere 

Senza di lei potrà ! (i Cacciatori si disper- 
O Leonora! dono, quindi esclamano) 

Una voce lontana Ah ! 
Coro Un gemito. 

SCENA II 

Leonora abbattuta e ansante esce dai fondo. 

Alcuno appar ! ~ E dessa ! rzz (i Cacciatori 
accorrono intorno a Leonora $ la sostengono , e i 1 ada- 
II fianco a stento reggere giano sopra un sasso) 
Puote — > è languente } è oppressa, zzi 
Fa cor. — 

Scudieri ! ( improvvisamente alzandosi 
Svegliasi ! e fuori di sè) 

Che vuol costei? che fa? * — 
A lei sul capo splendere 

Io veggo un serto ... è il mio ! 
Cada P audace femmina. 
Paghi delP onta il fio. 



Coro 



Leo. 
Coro 
Leo. 



PRIMO 1 1 

Sia dell' offeso talamo 

Un ferro il punitor ! (odesi di lontano un 
CoìV Q aa l SUOI! ! suono di corno) 

Leo. (fuori di sè) Ferite ! Correre 

Debbo alla caccia ancor ! 
Coro Alcun s' appressa. 
Leo. (e s.) Affrettisi ! 

Ben venga Io spergiuro ! 

Vegga quel sangue scorrere . . . 
Coro Regina , è Arturo. 
Leo. (rientrando in sè) Arturo ! 

Coro Presso è Woodstock. 
Leo. Ah fremere 

Sento a quel nome il cor ! 

SCENA III 

Arturo con Soldati y Leonora e Cacciatori. 

Art. Come in vederti l'anima (a Leonora) 

Torna serena e lieta ! 
» Di te men cara è l' Iride 
» Che le tempeste acqueta. 
» Ad ogni cor è giubilo 
» Di tua salvezza il don. 
Vieni. A Woodstock ricovera } 
Splendi bramata a noi. 
Leo. Bramata ! 

Art. Il sei. 

Leo. Ma perfido 

Non vive un cor fra voi ? — 
Forse evvi Enrico, ed ospite 
Non aspettata io son. 
Art. ( Che ascolto ! ) 
Leo. » Il vero apprendere 

» Mi giova; il ver mi svela ». 



12 ATTO 

Colei eh' io cerco e abbomino ? 
Dimmi , colà si cela ? 
Art. Chi! (incerto) 

Leo. Tu paventi ? 

Art. (tremando) Io ? 

Leo. Fingere 
Meglio sapessi almen ! 
Certo è il rossori ( a 1 Cacciatori ) 

Coro Noi credere. 

Art. Io '1 niego. 

Leo. Intesi appien. 

Ti trovai , beltà fatale ? 

Ch' io temei , eh' io cercai tanto ! 
In te alfine il duolo , il pianto , 
L' onta mia vendicherò. 

Trema , o tu, per cui sbandita 
E ogni gioja di mia vita ! 
Leonora una rivale 
Perdonar ? soffrir non può. 
Art. Pria che altrui torni fatale , 

Deh '1 segreto a me tu rendi ! 
Se una vittima pretendi y 
Il mio sangue io ti darò. 

Fu da me la fè tradita , 
Sia la colpa in me punita! 
L' infelice tua rivale 
Così almen salvar potrò ! 
Coro 

Qual furor , o ciel ! t' assale 
L' inquieta alma sdegnosa ? 
Vieni, ah vieni! e ti riposa } 
Il tuo spirto assai penò ! 
Leo. (al Coro) Ite. (i Cacciatori partono. Leonora rimane as- 
Art. Che pensi tu ? sorta) 

Leo. Ch' esser potrebbe 

Angusto un tetto a due regine ! 



PRIMO i3 

Art, Oh cielo ! 

QuelP infelice 5 il giuro ? 
Ne un pensiero sospinse infino al trono. 
Anzi . . . 

Leo, Soverchia è la difesa , o Arturo. 

Ma il tuo pietoso intempestivo zelo 

Al grande impero io dono 

Della beltà. 
Art, Della sventura. 

Leo, A quello 

Della colpa \ ma breve 

Sarà la gioja degli iniqui. Io vivo , 

E al vilipeso amor già nel mio petto 

Si mesce e grida un prepotente affetto : 

La vendetta. 
Art. Ah qual Dio 

Qui ti condusse ! 
Leo. Quel Dio stesso ? Arturo , 

Che impuniti non lascia i tradimenti. 

Andiam ^ il giunger mio 

Tacciasi a ogni uom. GÌ' indegni 

Nel calor delle colpe 

Sorprender voglio. 
Art. E poi ? . . . 

Leo, Il ciel ? il ciel giudicherà fra noi! (partono) 

SCENA IV 

Enrico e Norcesto. 

Enr, Siam salvi alfin. L' irato ciel parea 
Tuonar nella procella ? e minaccioso 
Fra il mio petto e Rosmonda opporsi ei stesso. 
Ma invano egli fremea ? 
Più. superbo del cielo è V amor mio. 

JSor. » Ma Leonora ? . . 



i4 ATTO 

Enr. » Cessa. Io non amai 

55 QuelP orgogliosa mai. 
Noi\ » Ed or tu vuoi 

« I benefìcj suoi porre in obblio 
99 Per una vii donzella 
» Sedotta al tuo poter ? 
Enr. Norcesto , io Paino ^ 

E parmi che per quella 
L' alma senta d' amor la prima volta. 
C\i anzi mai non ascolta 
Peasier che lei non sia } 
E sol brama Rosmonda. 
JSor. Ed ella 

Enr. È mia. 

Quel cor che in pria d' amore 
La voce udì per me } 
Sordo 3 crudel non è ? 
E mio quel core. 
Invano io non chiedei 
Mercede e pace un dì ! 
Quella gentil gradì 
Gli affetti miei. 
Noi\ O , mio signor ? qual misera 

Felicità t' illude ! 
Enr. Og°' m *° t> en racchiude 

In quelle mura amor } 
Lontan da quelle è torbido , 
E senza speme il cor. — 
Quasi' alma che brama ? 
Conforto j mercè , 
Sol cerca la pace 
Nel tenero amplesso 
Di quella che m' ama 
Che vive per me. 

Più caro e verace 
Contento non v' è. 



PRIMO i5 

Nor. Deh rieda a se stesso 5 

Risveglisi il re ! 
Enr. » Vanne ? ed attento spia. 

« Quinci al Castel verrò per la nascosa 

39 Usata via. 

Nor. « Sulla mia fè riposa. (partono) 

SCENA V 

Campagna attigua al Castello di Woodstock , del 
quale vedesi una parte, e principalmente la Torre 
di Rosmonda con porta segreta. 

( Il cielo e sereno ) 

Esce dalla parte del Castello un Coro d' uomini 
e di donne terrazzani di Woodstock. 

Tutti 

Alfin è P aura placida ? 
Ride il mattino ancora ! 
Su via ? volgiarn sollecito 
Al prato ? al colle il piè. 

Con noi la pace e il giubilo 9 
E amor sen venga ognora. 
Vero piacer non trovasi 
Dove P amor non è. f!(odesi dalla Torre un 

preludio d 1 arpa il Coro esclama ) 

Udiam l — DelP arpa il mesto 

Usato suon è questo! ( odesi di nuovo il suono 
dell 1 arpa j poi segue il ) 

Coro di donne 
Addio, romita vergine ! 
Fior di bellezza audio ! 
Possa tu al padre riedere ? 
E al tuo lontano amor ! 



16 ATTO 

Tutti 

Tu pure allor sorridere 
Potrai nel suol natio 5 
Tu pur amando schiudere 
A vera gioja il cor ! (partono) 

SCENA VI 

Cessato il Coro, escono Enrico dalla parte opposta 
alla Torre , e Clifford dal fondo dalla parte del Castello. 

Enr. ( esce guardingo avviandosi alla Torre ; quindi accorge di 

• Clifford) 

Un guerriero? Chi fia ? ( incerto s 1 avanza ) 

Clìf (da se) (Da Londra è uscito 

Il re — Sotto mentito 

Aspetto errar fu visto 

Non lunge dal Castello. ) 
Enr. (conosce Clifford) 

( Ah ! chi ritrovo io qui ! Clifford è quello ! 

Fuggasi. ) (tenta ritirarsi) 

Gif Un uom ! Foss' egli ! — Odi. (segue 

Enr. % Che vuoi? Enrico) 

Clif. ( E desso ! ) Ai pie d' Enrico 

Mercè 5 consiglio io chiedo, (si getta a"* suoi piedi) 
Enr. ( Forza 5 mio cor!) Or ti ravviso 9 amico, (lo 

rialza fingendo gioja) 
Qual vicenda sì tosto in Inghilterra 
Ti riconduce! (con ansietà) 

Clìf. Ah troppo tardi io riedo ! 

Ah giammai non foss' io 
Partito io mai dalla mia patria terra ! 
Una figlia io m' avea j 
Dell' estinta consorte un dolce pegno 5 
Men cara a me splendea 
L' alma luce del sole ! . . 



PRIMO 17 

Enr. Udimmo il canto 

De' Trovatori al cielo alzar il grido 

Della beltade di Rosmonda. 
Clif Ahi! quanto 

Fu la lode fatai ! Crebbe per lei 

Desio di possederla 

In cor malvagio ? ardito . . . 
Enr. ( lo tremo ! ) 
Clif. Ed io . . . 

Enr: Favella ? (con ansietà) 

Clif. Io fui tradito. 

Mi fu tolta ! 

Enr. E tu non sai 

Da qual man ? 

CUf L* ignoro ancora. 

Enr. Nè cercasti ? 

Clif. Invan cercai 

Ogni piaggia j ogni dimora! 
Sventurato ? ed io bramai 
Riposarmi in quell' amplesso } 
E alla figlia ognor d' appresso 
La mia patria benedir ! 

Or sol resta al veglio oppresso 
U ignominia ? ed il morir 1 

Enr. ( Oh rossor ! ) 

Clif. Deh perchè mai 

Io fui padre ? 

Enr. E la speranza ! 

Clif. Vile è anch' essa ! 

Enr. Ed or vorrai 

Tu smentir la tua costanza ! — 
Forse un giorno ancor potrai 
Ribaciar quel dolce aspetto } 
E posando a lei sul petto 
Porre un fine a' tuoi sospir. 



18 ATTO 

Io dal del son maledetto ? 

Disperato è il mio niartir ! - 
Clif. Tu pur 5 mio re ? sei misero.' 
Enr. Ahi quanto ! 

Clif. I mali miei 

Troveran dunque facile 

Alla pietade un cor ! 
Enr. Io ti compiango! 
Clif. Ah dèi 

Tu al seduttor strapparla. 
Enr. E s' io '1 potessi, parla, 

Perdoneresti allor ! 
Clif. Al rapitor non mai. 
Enr. Misero ! 

Clif. Scellerato ! 

Enr. S' ei fosse grande ? 

Clif. Assai 

Fia Podio mio maggior. 
Enr. Ma se 1' error passato 

Coprisse un regio ammanto ? 
Clif Ciel ! Tu giungesti a tanto? 

Tu fosti il traditor ! 

a a 

Enr. I Io vidi un istante 

Quel caro sembiante 9 
Celeste un' imagine 
Credetti mirar ! 
E tosto neìP anima 
Confusa , tremante , 
M' intesi quel tenero 
Bisogno d' amar ! 
Clif. \ Ma un padre elP avea , 

Ella era sì giovine ! 
Un cor non dovea 
Sì vile trovar ! — 



PRIMO t 9 

Clif. Dov' è colei ? 
Enr. Romita 
Spera. 

Clif. E ci' orror non more ! 

Enr. Ah no ! sì cara vita 

A me riserba amore ! 

Clif. E tu vorresti ? . . . 

Enr. Io voglio 

Farla mia sposa. 

Clif. Va. 

Enr. Chi ? s' io la chiamo al soglio ? 

Vietarlo a me potrà ? 

Clif. Io tei vieto. All' empio foco 

Cielo e terra avversi invoco. 
Vile assai per te son fatto ? 
Assai reo tu fosti e insan. 

Non tentar colpe novelle 5 
Non voler eh' io corra in quelle 5 
Guai per te 9 se ad un misfatto 
Fosse ardita la mia man ! 

Enr. Tu non basti. A tanto foco 

Ogni freno è lieve ? è poco. 
Per gli errori il varco ò fatto 5 
Richiamarmi è tardi , è invan. 

Io tradii quell'alma pura ? 
La gittai nella sciagura! 
Sola ammenda a tal misfatto , 
Darle un trono a me rimari ! (Enrico en- 
tra nella Torre — Clifford dalla parte del Castello) 



ATTO 



SCENA VII 

Sala nella Torre dì Rosmonda. 
In fondo grandi finestre. 

B.OSMONDA. 

Oh come lento è il tempo ! Invan io spendo 

La stanca voce ad afìVettarne il volo 5 

Alfredo ancor non riede. — Avverso fato ! 

Viver sempre dovrò sola nel duolo ? «r- 

O patria , o padre amato : 

O mio dolce soggiorno , » ov' io passai 

n Fra i cari sogni delP età fiorita 

99 Giorni lieti , innocenti » ? almen dovessi 

A vqì tornar ! — di' io lasci te 5 mia vita ? 

Ah ! noi potrò giammai : 

99 Io che tanto perdei ? 

» Io non ho che un amico, e quel tu sei! — 

O Alfredo mio 5 se spento 

Già fosse in te P amore ? . . . 

Ciel ! nel pensarlo sol mi trema il core ? 

Mi corre agli occhi il pianto ! — 

Ah sì crudele idea scordiam nel canto ! — * 

» Ch' io rimembri soltanto 

» U ore felici 5 quando a me d' accanto 

» D' amarmi egli diceva ? e mentre il suono 

» Della mia voce udìa 

99 Una lagrima sua , mista alla mia 5 

99 Cadea sulP arpa ! — (prende Tarpa) 

O mia fedel compagna , 
99 Arpa soave , ah tosto 
99 La canzon di quel dì meco ripeti 3 
99 Glie nel caro pensier Palma s'acqueti ! (siede 
e preludia coli 1 arpa 5 appena compiuto il preludio odesi 
di dentro la voce di Arturo che canta 5 Rosmonda cessa 
ed ascolta) 



PRIMO 



Arturo ( eli dentro ) 

Perchè non vien la vergine 
In riva al patrio Clide ? 
Ros. Oh cielo ! è questa 

La mia canzon ! ma del mio ben l'accento 
Non è — del fido Artur la voce io sento I 
Ei che sovente replicar 1' intese 5 
Il pietoso lamento anch' egli apprese! (torna 
a preludiare ec. , e poi c anta) 
Perchè non vieti la vergine 
In riva al patrio Clide ? 
Alfredo un giorno vide ? 
E amor conobbe allor. 

Ah non dovea sì tenero 
Il ciel donarle un cor ! 
n Ed or perchè la misera 

» Nel pianto i giorni spende ? 
» 11 caro bene attende 5 
a Ed ei non giunge ancor. 

» Mai non dovea dividere 
» Due cor sì fidi amor! (Arturo di dentro 
canta insieme a Rosmonda i seguenti versi) 
Torna 5 mia dolce speme 5 
Torna al mio seno ancor ! 
Vivran beate insieme 
L' anime nostre ognor ! 
Ros, Ma che lusingo 

Il mio dolore ! Ah forse 
Io non dovrò più riveder Alfredo ! 



22 



ATTO 



SCENA Vili 

Enrico e Rosmonda. 

Enr. lo son teco. (entrando) 
Bos. Oh mia vita! 

a 2 Io pur ti vedo ! 

Bos. E tu 5 crudel ? potevi 

Viver lontano da colei che t' ama ? 
Enr. Ma qui sempre volava ogni mia brama. 

Un gran dover mi spinse 5 

Mi tenne altrove*, e più potente assai, 

E più sacro al mio core il giuramento 

Di farti a me consorte. 
Bos. Oh mio contento ! 

E potrò dunque anch' io 3 

Ch' ora un nome non ho 5 levar la fronte 

Fra le spose dell' Anglia ! 
Enr. Al fianco mio 

Vedrai liete vestir forme veraci 

I cari sogni 9 i desideri audaci } 

Vedrai che invano altri s' oppon 5 eh' io voglio 1 

Osar tutto per te ? se tu sei mia. 
Bos. Ebben 5 toglimi in pria 

Al idisonor , che mi circonda. - Ahi ! troppo , 

Troppo soffersi ornai ! 

Fuggiam « 
Enr. Ma tu non sai 

Qual periglio sovrasti ! 

Calmati , e spera y la mia fè ti basti. 

Lunge non è 1' istante 

Che tu meco sarai felice ognora. 
Bos. Misera me ! dunque non giunse ancora? 
Ingrato ! e pur giurasti , 

L'ora rammenta e '1 giorno ? 



PRIMO 



23 



Far tosto a me ritorno , 

Nè più lasciarmi allor. 
Alfin 5 è ver , tornasti , 

Perderti io deggio ancor. 
Enr. Crudeli Non sono, il credi, 

Della tua fè men degno. 

Qui come un giorno , ha regno 

Verace , immenso amor. 
E tu , mio ben , possiedi , 

Tu sola questo cor. 
Ros. » Tu m' ami l e a me consorte 

» Non sei pur anco ? 
Enr. » Oh Dio ! 

r> Non sai qual trista sorle . . . 
Kos. » Va , tu non sei fedel. 

Enr. » Ma tuo 3 ma tuo son io } 

» Ecco !a destra. 
Ros. » Oh ciel ! 

» Tu tremi ? E perchè mai ? 

» Ah dillo ? ». 
Enr. » lo non tremai. 

» Io sono appien tranquillo. 
Ros, » Ah tu m'inganni, il veggo, 

» Io dentro al cor ti leggo } 

« E forse in quello è scritto 

» Il pentimento. 
Enr. » Ah no ! 

» Reo di sì vii delitto 

99 Nè fui , nè mai saròc 
Di troppo amor colpevole , 

D' altro noi son , mia vita. 

Io , d'un gran dono immemore. 

Ho l'altrui fè schernita-, 

E tu cader puoi vittima 

Dell' amor tuo per me. 

Lasso ! nè debbo io misero 

Ognor tremar per te ! 



a4 ATTO 

Ros. Ma non tremò la vergine 

Forse da te tradita , 

Quando , di sè dimentica ? 

Dal tetto suo fuggita , 

D' amor furente vittima ? 

Tutta si diede a te. 

Lassa ! tu sei più debole 5 

Tu sei più. vii di me ! < — 
Vanne dunque , e resti meco 

Ogni infamia , ogni sciagura. 
Enr. Deh che parli ! 

Ros. Io fui spergiura 

A1P onore ed al dover. 
Enr. Sempre f sempre vivrò teco \ 

Io tei giuro , e puoi temer ? 
Ros. Creder deggio ? 
Enr. Ah spera ! a noi 

Sarà lieto V avvenir. 
Ros. Io noi so , ma a' piedi tuoi , 

Se mi lasci 5 io vo' morir. 
Enr. Tu devi amarmi e vivere , 

Meco sperar tu dèi. 

Ah non fian sempre miseri 

Del nostro amore i dì. 

Quel cor , quel volto ingenuo , 

Gli affetti tuoi son miei 9 

No , eh' io non voglio perdere 

Ogni mio ben così. 
Ros. Ebben , la pace rendimi 5 

Ch' io tua mercè perdei. 

Svela a mio padre, all' Anglia 

Che il cielo a me V unì. 
Se chiudi un' alma tenera, 

Se è ver che mio tu sei ? 

Ora tu devi compiere 

Quanto giurasti un dì. (escono insieme) 



PRIMO s5 

SCENA IX 
Galleria che mette alla Torre di Rosmonda. 

Arturo e Clifford sull* innanzi ^ poi Rosmonda con Enrico. 

Art. No ? tu non puoi vederla. 

Clif. E chi mei Diega ? 

airi. 11 re. 

Clif. Di Leonora 

L' impero udisti , e tu contendi ancora? 

Ma s' ei venisse ! (entrano da una parte in fondo 
Rosmonda ed Enrico 3 e si lasciano dicendo) 
Enr. e Ros. Addio. (Enrico esce) 

Clif. (ad Arturo) Nè te, nè Enrico 

10 temo. 

Ros. Oh VOCe! (s"* avanza) 

Art. Ardito ! 

Clif. Sgombra il passo. 

Ros. (riconosce Clifford) Chi vedo! 

Art. (a Clifford) . Ed osi ? , . . 

Clif. Io sono 

11 padre suo. 

Art. Clifford ! 

Ros. ( corre a gettarsi a? piedi di Clif. ) Pietà ? perdono ! 
Clif. Pur t'ho raggiunto ? indegna! (sdegnato) 
Ros. Ohimè ! 

Art. (SÌ rechi 

Al re Pannunzio.) (parte) 
Clif. E tu speravi dunque y 

In tua viltade ognor sepolta ? eh' io 

Lunge vivessi ancor da queste sponde } 

O forse in grembo all' onde 

Bramavi tu ? eh' io morte avessi ! 
ftos. Oh Dio ! 



26 ATTO 

Clif. Perfida 5 t'ingannasti! 

Ros. Oh padre mio ! 

Deli ni' ascolta , deh concedi 

Ch' io ti sveli , o padre , il vero ! 
Clif. Non il padre in me tu vedi. 

Ma il tuo giudice severo. 

Tu V onor degli avi tuoi 

Oltraggiasti, e viver puoi? 

Ma punirti a me s' aspetta , 

Ma la colpa esulta invan. 
Questo ferro la vendetta 

Compia . • . (traendo la spada) 

Kos. Ciel ! 

SCENA X 

Enbico e delti. 
(Enrico che già prima era uscito, s** avanza e si frappone) 

Em\ Che tenti , insan ? 

a 3 

Clif. Sciagurato ! Io non avea 

Che una speme, ed era in lei. 

Ella amarmi, ella dovea 

Chiuder poi quest' occhi miei ! 

Ah la morte or sola puote 

Involarla al disonor i 

Vedi or tu qual trista dote 

Le recò sì vile amor ! 
Ros. Sventurata , in te credea 

Trovar pace a' mali miei! 

Ma lo merto , io son la rea , 

Tu P offeso , il padre sei } 

Sì , m' uccidi , e sia la morte 

Degna pena a tanto error. 
La mia cruda infame sorte 

Io perdono al seduttor ! 



PRIMO 27 

Enr. Innocente ella vivea , (a Clifford) 

Farla vile io sol potei } 
Ella amava e ngn temea, 
Tutto amor era per lei i 
Pregò, pianse, ed io giurai 5 
La sua man mi posi al cor ! 

No , scordar non saprò mai 
La mia fede , il suo dolor ! — 

Clif. Cessa, indegno. - (a Kos.) E tu rimorso 
Senti alfln del tuo trascorso ? 

10 m' abborro. 
A pianger meco 

Vieni dunque , e il vile obbììa. 
%s. Obbliarlo ! e sola teco, 

Sola 3 o padre ... ah noi potrò! 
E osi tu? . . . 

Rosmonda è mia. 
Ei nr* è sposo. 

Ei t' ingannò. 

« Io V amai *>. 

Di Leonora 

11 tuo re non è consorte? (accennando Enr.) 
Questi è Alfredo. 

Ah ! nome e sorte 
Ho mentito } il re son io. 
Sposo... re ... padre ! eh' io mora , 
Ch'io mi tolga a tale orror. (cade nelle 
Odi . . . braccia di Clifford ) 

Taci. 

E V amor mio ? 
Figlia uccide e genitor ! 

» Lassa! Che fia? - vaneggio? (riscuotendosi) 
» Non era io sposa ? - 

» Ahi misera ! 

» Tu pur lo sei. 



^8 ATTO 

Ros. ^ 99 Chi veggio ? 

ti E quello il traditor ! 
Clif « Oh angoscia! 
Enr. 99 (Oh mio rosso** ! ) 

Ros. 99 O padre mio, nascondimi 

» Da quel fatale aspetto. 

» La mia virtude è debole, 

99 Si vile ho un cor in petto ! X . 

» Fuggiam, fuggiam solleciti, 

S9 Troppo ei fu caro a me. 
99 Anco potria quel perfido 

99 Rapirmi al cielo e a te. 
Enr. 9» Dunque chi t'ama ? o giubilo! 

99 Odiato ancor non è ! » 
Clif. Andiam. 

Enr. T' arresta ? audace ! 

O questo acciar ! . . . (pone mano alla spada) 
Ros. (lo trattiene) Crudel ! 

Clif. Io non ti curo. 

Ros. Ah pace ! 

Pace! 

SCENA XI 

Leonora , Cacciatori , e Soldati con Arturo , 
Norcesto e detti. 

Leo. Che miro ! 

Ros., Enr., Clif. Oh ciel ! 

Enr. Tu ! 

Clif Leonora i 

Leo. Io stessa. 

Io che costei difendo, ^accennando Rosmonda) 
Clif Sai eh' avvilita e oppressa ... 

Leo* Tutto, già tutto io so. 

Ros Ah quel suo dir tremendo 

Qui nel mio cor tupnò ! 



PRIMO *9 

Tutti 

Leo. Oh gioia I entrambi 5 o perGdi ? 

Neil' ira mia v' ho còlto ! 
Della svelata infamia 
L*onta io vi leggo in volto. 
Per voi d 1 amare lagrime 
Tempo è venuto ancor ! 
Enr. Che vuol ? Non sa che in odio 
17 antico amor è vòlto ? 
Che deve in pace vivere 
Ciascun di noi disciolto ? 
Dunque dovrà prorompere 
Il chiuso mio furor ! 
Ros. Oh Dio ! vi son più spasimi ? 

Fin lo sperar ni' è tolto. 
Come fuggir dal vindice 
Furor che ad essa è in volto ? 
O qual trovar, ahi misera I 
Scusa ad un empio amor ! 
Clif. Oh cielo, a te sien grazie ! 

Nuovo delitto è tolto ! 
D'innanzi a lei quel perfido 
Da orror ? da tema è colto. 
Qui , suo malgrado ? un termine 
Avran le colpe ancor. 
Art., iVor.j e Coro 
Che fia ? qual mai terribile 

Sdegno ad entrambi è in volto ! 
Come nemici fremono 5 
Tutto fra loro è sciolto } 
E già più fren non soffrono 
Odio e sprezzato amor. — - 
Leo. Parti ornai. (a Rosmonda) 

Ros. Perdon ti chiedo . . . 

Leo. Va. 
Enr. Che fia ? 



3o ATTO 

Leo. La figlia è resa 

A Clifford. 
Eiir* . Io noi concedo. 

Leo. Qual n' hai dritto ? 

Enr. Il mio voler. 

Coro Deh fra voi non sia contesa ! 
lìos. Cedi j ingrato j al tuo dover, (ad Enrico) 

Leo. (traendo Rosmonda verso Clifford) 

Io non t' odo. 
Enr. (la ritoglie a Leonora) A me costei. 
Clif. No. ( opponendosi ) 

Coro T' arresta. 

Enr. Audaci ! 

jRos. (Io tremo. ) 

Leo. Traditor 5 gli sdegni miei 

Tu non temi ? 
Ros. Oh dio 5 pietà ! 

Enr. Io ti sprezzo. (a Leonora) 

Leo. Ebben , vedremo 

Chi di noi trionferà. 

Tutti 

Enr. Corri 5 vola - all' arme affretta 

L' Aquitania 5 Europa intera. 

Lei rapirmi invan si spera } 

Fin eh' io vivo mia sarà. 

La sciagura ? la vendetta 

Sul tuo capo ricadrà. 
Leo. Non invan hai tu negletta 

L'amistà ? la fè primiera; 

E nel sangue ? o vinca ? o pera 9 

L' onta mia si laverà. 

Ambidue la mia vendetta , 

Traditor , vi coglierà. 
Ras. Non a voi soffrir s'aspetta 

Deli' orror pena severa ; 

D' ogni mal cagion sol era 



PRIMO 3i 

Questa misera beltà ! 
Ah la sete di vendetta 
La mia morte estinguerà ! 
Ma non sempre a te soggetta 
Fia costei 3 se il giusto impera. 
Più fra noi fatai barriera 
Il dover non frapporrà } 
Padre io sono ? e la vendetta 
Al delitto egual sarà. 

Art } JVor.j e Coro 

Pace ? pace - ah- qual v' alletta 

Voglia al sangue ingorda e fiera ! 

Guai per voi ! - P ira straniera 

L'onta vostra insulterà ! 

La sciagura ? la vendetta 

Sulla patria ricadrà. ( Enrico trae con sè Ro- 
smondaj Norcesto lo segue con guardie. Gli altri tutti 
partono dall'opposta parte) 



FINE DELL* 5 ATTO PRIMO 



ATTO SECONDO 



SCENA PRIMA 
Gabiaetto negli appartamenti del Re nel Castello, 



Antftrao e Norcesto. 

Art. » Udirla il re consente ? 

JVor. » A parlamento 

» Qui verrà seco. 
Art. 99 Ella niegar volea 

» Spogliar P ire feroci un sol momento. 
Nor. 99 Vinse il dovere alfine. 
Art. » Ma qual sarà di tanta lite il fine ? 
Nor. 99 Guerra e disastro. Io vidi 

99 Domi cader molti superbi affetti } 

99 Ambizion, sfrenato amor non mai. 
Art* 99 Lasso ! e a Rosmonda intanto 

» Che resta ? 
Nor. 99 Scorno e pianto. 

Art. 99 Infelice ! 
Nor. 99 Sospiri ! 

Art. 99 Ah troppe in lei ? 

99 Troppe sciagure iniquo ciel prepàra ! 
Nor. 9> Ed ella a te? . . . 

Art. (interrompendolo) 99 Più di me stesso è cara. 



ATTO SECONDO 33 

« Ne' miei sogni io la vedea, 
» E improvviso - a me parea 
» Il bel viso - dianzi oscuro 
» In un riso - lampeggiar. 

» Miglior ciel su noi splendea , 
n Suol più amico n' accogliea . . . 
» Chi più lieto era d'Arturo 
» Che potea - sperando ? amar ? 
Nor. *> Pietà mi svegli. 
Art. » Il mio segreto 5 prego 3 

w Teco rimanga. 
Nor. » Io tei prometto - Ei viene 5 

» Leonora n'adduci. (Arturo parte) 



SCENA II 

ENaico , Norcesto 9 poi Leonora e Arturo 

Enr. » Ov' è. (aNorceslo) 

Leo. (introdotta da Arturo che parte) » Son teco. 

Enr. n Che rechi tu ? 

Leo. r> Pace , se vuoi , ti reco. 

Nor. » Sire ? Regina 5 ah possa , 

» O generosi 5 quest' afflitta patria 

» Rivedervi placati anche una volta ! 

Leo. *> Esci. 

Nor. » ( Che fiero cor !) (parte) 
Enr. » Siedi 9 e m'ascolta, (siedono) 

» Havvi tra noi chi servo 

» A un privato interesse 5 e un cieco ardore 

» Suscitar deggia all' armi e al sangue un regno ? 

Leo. *> No, ma tu sai . . . 
Enr. (interrompendola) » Ch' ove tiranna è l'ira 

» Son dover e pietà debol ritegno. 

Leo. » Ch' io non t' offesi mai 5 

» Sire 5 questo pur sai f 



34 ATTO 

Enr. » Potrei temerne. 

Leo. » Come ? 
Enr. » Di più , cred' io , 

» Uopo non è che or dica. 
Leo. » Ebben, scegli qual vuoi, sposa o nemica. (s'alza) 
Enr. » Sposa ? tu il fosti 5 a me nemica averti 

» Io posso, e non temerti. 
Leo. » Imitil fora 

» Dunque il garrir fra noi. Di Leonora 

«I E certo il vitupero. (va per partire) 

Enr. » Fermati, o cieca } ed apri il core al vero.- 

i> Libriam le colpe, chè di queste, ahi solo, 

99 Esser qui dee contesa. 
Leo. » Colpe, s'io sono d'ogni macchia illesa? 
Enr. » Ma non hai tu sorpresa 

» La giovinezza mia co' vezzi tuoi? 

n Prepotente superbia intollerante 

» Tu non portasti in trono? 

99 Queste, niega se il puoi, colpe non sono? 
Leo. 99 E ver, al grande acquisto 

99 Aspirar non dovea della tua mano 5 

99 O se pur vi giungea, 

» Tremar, sprezzata ancella, ognor dovea. 

99 Perfido! 
Enr. » Or dunque in pace 

> Vivi lunge da me. 
Leo. » Lasciar l'oggetto 

» Del più tenero affetto! O re, la vita 

9> Io ti darò se il brami, 

99 Ma... 

Eq%% 9> Sai pur eh' io non t'amo, e ancor tu m'ami? 

Leo. 99 T'amo io si, ma l'amor mio 
99 Su nel ciel fu benedetto ^ 
* Ma d'amarti non degg' io 
» Tremar sempre, ed arrossir} 
99 Ch' io non volli il sacro affetto 
99 D'uno sposo altrui rapir. 



SECONDO 35 

Enr. » Ma ben io d' un' alma pura 
99 L'innocenza osai tradir. 
99 Ali 1 amore, alla sventura 
99 Un compenso or deggio offrir. 
Leo. 99 Offrir puoi mano spergiura } 

99 Colpa a colpa aggiugner puoi} 

» Ma vedrassi a qual di noi 

99 L'onta resti ed il pentir. (va per partire) 

Enr. (trattenendola) w Odi. 

Leo. 99 E chiedi ? 

Enr. 9ì I mali tuoi 

ti Alleviar, io vo' placarli; 
99 Teco piangere, e mostrarti 
99 Ch' io divido il tuo soffrir. 

Leo. 99 Non è dunque , anima ingrata, 
99 In te spenta ogni pietà! — « 
99 Senti , Enrico. Sventurata 
99 lo fui tanto, io piansi assai! 
99 Io di Francia invidiata 
99 Fui regina ? e tu lo sai 
99 Ch' oggi io porlo in fronte scritta 
99 D' un ripudio la viltà } 
99 Se dall' Anglia or vo proscritta 
99 Qual terren mi resterà ? 

Enr. 99 L'Aquitania , ed in Enrico 
99 Un amico - un difensor. 

Leo. 99 Un amico? E a te consorte 

99 Altra donna? — Ah pria la morte! 

Enr. 99 Ma non può capire un soglio 

99 L'odio nostro, il nostro orgoglio. 

Leo. 99 II potea quando il donai. 

Enr. » Tua mercè degli avi mici 

99 II retaggio io racquistai} 
99 Io noi niego. 

Leo. » Ed or tu sei 

99 Grato invero a tanto dono! 



36 



ATTO 



Enr. » Qual eh' io sia , render quel trono 

» Posso ancora al donator. 
Leo. » TSolo il cor 5 il cor mi rendi, 

« j Questo sol vogl' io da tei 
Enr. » JAh quel cor che tu pretendi 

» ( No, più mio, più mio non è! 
Leo. » Ah ! 

Enr. » Magnanima t'arrendi} 

s> Io ten priego, io stesso. 

Leo. » Ohimè ! 

Enr. » Ambedue siamo infelici; 

» Sul passato un ve! gittiamo 
99 Perdoniamci , e quali amici 
39 Senza sdegno or ci lasciamo. — 
99 Non temer ; la tua memoria 
39 Cara e santa ognor vivrà ; 
39 Nè fia poca a te la gloria 
39 Di tal prova d' amistà. 

Leo. » Altro ornai sperar non lice, 

39 DP ? 

Enr. » Nuli' altro. 

Leo. (furente) » Oh mio tormento! 

39 Ma non tu, non tu felice 
39 Anco andrai del tradimento ! 
99 Tu vedrai che mal sopporta j 
39 Onta e sprezzo questo core. 
99 Se alla pace ed all'amore 
99 Per me il ciel chiusa ha la porta, 
99 Non gioir; rapita ancora 
99 Ogni possa il ciel non ra' ha. 
3> Il dolor di Leonora 
99 Breve riso altrui sarà! 

Enr. w Vanne pur dove ti porta 

99 Cieca smania, empio furore. 
99 Va, ma sol viva al rossore, 
*> Ma alia speme, all' onor morta» 



SECONDO 3 7 

» All' orgoglio ? all' odio immola 

» Il dovere e la pietà 5 

» Ma non me vittima sola 

k L'ira tua cader farà. (parte) 

SCENA III 

Leonora poi Arturo 

Leo. Son sola! Or ben, l'opra s'affretti. Quella 
Vii beltà lusinghiera. 
Spergiuro Enrico, ti sia tolta, o pera. 

Arturo ! ( Arturo entra ). 

Ov'è Clifford? 
Ar. I cenni tuoi 

Attende. 

Leo. Ei venga. (Art. parte). Uopo è d 1 ardir! 

SCENA IV 

Leonora e Cwfford 

Clif. (entrando) Che VUOÌ ? 

Leo. Clifford , al tuo consiglio 

Ornai giova por man. Teco Rosmonda 

Parta : la notte il fuggir vostro asconda. 
Clif. » Dunque Enrico s'oppon? 
Leo. 99 Va. Se dovesse 

» Colei passar sovra il mio corpo , io voglio 

» Che parta , o qui . . . 
Clif. » Tu fremi? 

Leo. » Fugga, io l'impongo, nè più torni } tremi. 

( parte ) 



38 



ATTO 



SCENA V 

Clifford 

Quai terribili sguardi! 
Qual feroce parlar ! — Da questi infausti 
Luoghi il piede a ritrar più noa si tardi. 
Tu l'opra, o ciei, seconda, 
E almeno un difensor abbia Rosmonda! 
Io le son padre e deggio 
O salvarla, o perir. - E fia colei 
Pronta a seguirmi? Ah forse 
Vinta alP amor d'un re sdegnar potria... 
No , sì vii non la credo , è figlia mia. 
Sol per lei - tutto io perdei, 
Sopravvissi al disonora 
Nè potran gli accenti miei 
A virtù svegliarle il cor? 
Su quel volto io vidi il pianto 
Del rimorso, del pentire 
Ah la figlia al padre accanto 
Saprà vincersi o morir! (parte) 

SCENA VI 

Leonora e Norcesto 

Lasciami} hai detto assai} 
Or sappia Enrico eh' io partir negai. 
Regina , altra risposta 
Farmi dunque non vuoi? 

99 Vanne. 

n Dolerti 

Potrebbe, o Leonora, 
» Se a forza astretta . . . 
Leo. 99 E non partisti ancora? 

(Nor. parte) 



Leo. 

Nor. 

Leo. 
Nor. 



SECONDO 



3§ 



SCENA VII 

Leonora 

» O mìo giusto furor . chi ti raffrena? 

« Ma vinta io già non son. Se l'empio nodo 

99 Or non si tronca , piena 

» Trarrem vendetta. — Ah troppo 

99 Questo pensier già mi seduce ! — Tempo 

99 Anco non è — ma s' ei venisse ? Allora 

99 Ogni ritegno di pietade infranto 

99 Cada j almeno un compaguo avrò nel pianto. 

( parte ) 

SGENA Vili 
Sala nella Torre di Rosmonda 

Rosmonda , poi Clifford 

Ros. Nè riede Arturo ! Oh quanto 
Pesa sull' alma mia 

Il temer sempre ! — E se i miei casi orrendi 

Fosser dell' egra mente 

Un vano immaginar, che poi repente 

Sparisse, » e a me d'accanto 

99 Qual era un dì mi ritrovassi Alfredo ? — 

99 Forsennata , che chiedo , 

99 Che spero io mai ? — S' appressa alcun. 

Clif. (uscendo) O figlia! 

Ros. Padre , che porti ì Alfredo . . . 

Clif. (interrompendola) Infame suona 

Quel nome, il sai. 
Ros. Perdona ! 

M' uscìa dal labbro tante volte un giorno , 
Che , noi volendo , a replicarlo io torno. . 



fi ATTO 

Clif. Volgi piuttosto sul passato un guardo, 

E a vergognar di tua viltade impara, 
Ros. Deh non trattiamo così ria ferita , 

Ch' ella trae sangue ancor. 
Clif. Recarti aita 

Io deggio dunque. 
Ros. (con trasporto) Oh sospirato dono ! 

Padre, nelle tue braccia io m'abbandono. 
Pietà d' una misera 

Che langue, che muore! 
Soccorri la vittima $ 
D'un perfido amore! 
Io sono colpevole , 
Ma figlia ti son ! 
Clif. Deh cessa , deh calmati , 

Disgombra il terrore! 
Se ascolti nell'anima 
La voce d' onore 9 
Sei meno colpevole, 
Già merli perdon. 
Ros. Che far io debbo? Porgimi 

Consiglio tu ! 
Clif. Rosmonda ! • . . 

Ros. lo più non so resistere 

Al duol che mi circonda. 
Io vo' morir. 
Clif Noi dèi} 

Vile ed infame or sei. 
Un gran dover da compiere 
Pria ti riman. 
Ros. Qual è? 

Parla , io saproUo adempiere. 
Clif Giuralo. 

Ros. Al cielo j a te ! 



SECONDO 



4r 



a 2 

Clif. No 5 che Invano io non sperai ! 

Ella piange \ ella è pentita ! 

Infelice ! io la trovai 

Degna ancor del genitor. 
Ros. Forza ? o cor ! Si vinca ornai. 

Egli è un vile ? ei rxr ha tradita ! 

Sciagurato ! ed io F amai ? 

Più di me ? di tanto amor! 

Clif. Partir convien. 

Ros. Poss' io 

Lasciarlo ! 
Clif. Ei rea ti fe\ 

Ros. E vero ! Oh padre mio ! . . 
Clif. Ebben ? 
Ros. Verrò con te! 

Clf. Vedi ! (la conduce verso la finestra) 
A quel fonte scendere 

Dèi, quando muore il giorno. 
Ros. Lassa ! 

Clf. E a lontan soggiorno 

Fuggir tu dèi con me. 

Tu verrai col padre afflitto 
Fuor dalF onta e dal periglio } 
E la terra delF esiglio 
Due traditi accoglierà. 

Lungi allor dal tuo delitto 
Di virtù sarai capace* 
A 1F onore ed alla pace 
Il tuo cor rinascerà. 
Ros. Sì ? tu invola un cor trafitto 

A1F infamia ed al periglio ! 
Poca pena è ancor F esiglio 
A chi nome e onor non ha. 



4% ATTO 

Ma V idea del mio delitto , 
Ma P amore avrò seguace: 
Ah mai più conforto e pace 
L'alma mia non troverà! (Rosmonda accom- 
pagna Clifford) 

SCENA IX 
Galleria che mette alla Torre di Rosmonda. 



Norcesto, poi Coro di Guerrieri 

Nor. Norcesto ? uopo è vegliar ! La notte spesso 
L' audaci imprese e i gran delitti ammanta. 
Enrico ? ebbro d'amore, obblia sè stesso} 
Leonora è furente } ira cotanta 
Superbia e gelosia nutrono in lei} 
E ben merta perdono 5 
Che senza sdegno non si lascia un trono. 
Il ciei prepara un avvenir funesto !... ( odesi 
Che fia ! uno strepito) 

Coro ( di dentro ) Norcesto. 
Nor. Che si vuol ? 

Coro < uscendo ) Norcesto. 
In armi audaci fremono 
Clifford e Leonora. 
Cesser le scolte o giacquero} 
Enrico ov' è, che fa? 
Pochi noi siam 5 ma intrepidi ? 
Ma un ferro abbiamo ancora: 
Ch' ei fidi in noi! la patria 
Salva con lui sarà. 
Nor. Ebben si corra. 

( tutti s" 1 avviano , ed incontrano Enrico ) 
Tutti Enrico ! 



SECONDO 



43 



SCENA X 

Enrico, Norcesto, e Coro 

Enr. Che fu? parla, Norcesto. x 

Nor. E il ciel nemico. 

Leonora minaccia } aprirti un calle 

Costor sapran. Vieni , mio re. 
Enr. Ch' io ceda 

Sola Rosmonda alla rivale in preda? 

No! 

Nor. Ma se Panni ella tentasse? 
Enr. Allora 

Si combatta , si vinca ? o qui si mora. — 

Partite. (al Coro che parte) 

Odi ? NorcestO. (gli parla in disparte sul da- 
vanti della scena ) 

, SCENA XI 

Enrico, Norcesto e Rosmonda 

Ros. ( scende e f avanza lentamente ) 

E sera? o tutte 

Si infoscano le cose 

Da' miei negri pensier? — Scender m'impose 
Il padre — io scesi — Or via si parta e tosto } 
L'indugiar è periglio. 
Enr. ( a Norcesto ) In te m' affido. (Nor. parte ) 

Ros. (accorgendosi d 1 Enrico ) Enrico! 
Enr. (le corre incontro) Dessa ! 

Ros. Oh Dio! 

A che vieni, crudele? Un nuovo inganno 
Da tradirmi hai tu forse? 



44 ATTO 

Enr. Ah ti consola , 

Rosmonda ! il ver io porto. 
Ros. Il ver da te ? poss' io 

Da te sperar conforto? 

SGENA XII 

Enrico, Rosmonda, Leonora e Clifford 

Enr. E io libero fossi ? ( Enr. e Ros. sono sul davanti a 
man sinistra 5 dal fondo a destra escono Clif. e Leo, ) 
Leo. Adunque teco 

Verrà? (a Clifford) 

Clif. Tel dissi. 

Enr. ( a Rosmonda ) M' ameresti » ancora ? 
Ros. » Ah ! 

Clif. » Dove corri? (a Leonora) 

Enr. (a Ros. ) £ Di' ? 

Leo. » Vietar io voglio 

» Ch' ei si riveggan. 
Enr. » M' ameresti ? » 

Ros. ( tremando ) Allora . . . 

Leo. Che miro? (accorgendosi di Enrico e di Rosmonda) 
Ros. (ad Enrico) Va, mi lascia* 

Troppa 5 già troppa è del partir V ambascia. 
Enr. Lasciarti ? 
Leo. (a Clif.) Vedi! 
Clif. Oh rabbia ! 

Leo. Ambo in tal guisa 

Quella femmina rea derider n'osa! 
Enr. Domani il sole ti vedrà mia sposa. 
Ros. Io tua sposa ! 

Enr. Ah sì. 

Clif. ( trattenendo Leo. ) Che tenti ? 

Leo. Vendicarmi. 
Ros. (ad Enrico) Cessa ornai. 



SECONDO 



45 



Clif. (a Leo.) Pensa. 



Leo. 
Ros. 
Enr. 
Ros. 



Enr. 

Clif. 

Leo. 

Enr. 
Leo. 
Enr. 
Leo. 

Enr. 

Clif. 
Leo. 
Enr. 
Clif. 



E vano. 

Indegno ! 

Ah senti! 
Non t' avessi udito io mai ! 

a 4 

Clic tradito non avrei 

Ciel ? me stessa e genitor. 
ilnnocente appien tu sei ? 

Sol io sono il traditor ! 
[( Duol ? pentir mentia colei $ 

O mio scorno 5 o mio rossor ! ) 
E debb' io sugli occhi miei 
Tollerar lo scherno ancor !- 
Porgi la destra, 
(avanzandosi) Fermati ì 

Tu qui? 

Sì, teco io sono} 
Io che lo sposo e '1 trono 
Ceduto ancor non ho. 
* Ma il tuo signor li tolse ? 
r> E altrui gli dà. 
w Noi può. 

« I nodi tuoi chi sciolse? 
» Onor j dovere. 

No. 

« Un vile ardor t'accese, 
» Ti fé' sedur costei j 
j> E un odio reo ti rese 



( a Ros. ) 



Enr. 
Ros. 
Clif. 

Ros. 



» Ingrato al cielo e a lei. 
Dicesti ? 

Padre \ 
Scostati: 
» Mia figlia era pentita, 
» E il sono. 



( additando Ros. 
(additando Leo.) 



46 ATTO 

Leo. ( a ftos. ) 1 » Ebben 5 or veggasi 
99 Se tu parlasti il ver. 
Vanne. 

Enr. Chi tanto ardita 

Ti fece? 

Leo. Onor r dover. 

Tu sai . . . 
Enr. Nè vuoi lasciarmi ? 

Leo. Ma io ti son consorte. 

Enr. Donna ? io qui sono il re. 

Va, ch'io potrei . . . 
Leo. Svenarmi ? 

Ah sì 3 che sol la morte 
Può sciogliermi da te. 

a 4 

Ros. Per queste lagrime, ( ad Enrico ) 

Pel mio dolore 3 

Ornai dimentica 

Un tristo amore ! 

Perdona 5 e lasciami 

Partir da te. 

In te la patria 

Rivegga il re. 
Clif. Cedi alle lagrime , 

Vivi all' onore 5 

Ornai dimentica 

Un tristo amore } 

Lascia la misera 

Partir da te. 

Che in te la patria 

Rivegga il re ! 
Leo. Se i pianti possono 

Toccarti il core. 

Cedi alle lagrime 

D' un vero amore. 



SECONDO 4 7 

Io prego , io supplice 

Chiedo mercè. 

Rendimi, o barbaro y 

Lo sposo , il re ! 
Enr. Ch' io mai dimentichi 

Sì caro amore! 

Ah pria m' uccidano 

Nel petto il core ! 

Ei debbe vivere , 

Morir con me. 

Ah perchè misero 

Fui sposo e re! 
Leo. Cedi alfin ! 

Jìos. Addio ! ( per partire) 

Enr. Chi mai. 

Chi rapirti a me potrà ! 
Ras. Gel ! 

Clif. E vuoi ? 

Enr. Tu regnerai 

Meco il giuro. 
( ad Enr. ) Trema ! 

( a Leo. ) Va ! 

Cedi , ingrato, cedi ornai! 
» Il dover sia vincitore ». 
)ir. Taci, taci} il priego è vano} 

In me può dover maggiore. 
Qui sul cor, qui la tua mano 
Posa, e senti} avvampa il core. 
ti Sì potente e caro foco 
» Chi v' ardea ? Tu stessa . . . tu ! 
Ed or vuoi che v'abbia loco 
Fuor d'amarti altra virtù? 
eo. » Ma tu sciolto andrai fra poco ( minacciando) 

» Da sì turpe servitù ». 
nr. Io ti sprezzo. Esci — L' aurora 
Qui non vegga il tuo rossor. 



48 ATTO 

Leo. Ma tu pria . . . 

Gif. ( a Leo. ) (Che fai ? Brev' ora 

Resta 3 e puoi garrir ancor? ) 
Enr. Ite ornai. (a Clif. e Leon. ) 

Gif. ( a Kos. ) ( Di tua promessa 

Ti sovvien ? ) 
Leo. (a Bos. ) ( Verrai ? ) 

Ros. ( Verrò ! ) 

Enr. Vedi or tu s' io t'amo! 
Ros. Gessa ! 

Mai tua sposa io non sarò. 

Enr. Tu stessa , crudele 9 ( a Bos. ) 

Tradirmi vorresti ? 

E un giorno fedele 

D' amarmi dicesti ! 

Quel core sì tenero 3 

La fede dov' è ? 

Ma t' amo anche perfida ? 

Ti voglio con me. 
Ros. Tu solo , crudele , ( a Enr. ) 

Tradirmi sapesti, 

Al cielo infedele 

Tu solo mi festi } 

E al pianto e all'infamia 

Mi serbi con te. 
Or vedi se perfido 

Tu sei più di me, 
Leo. Di moglie fedele 

I pianti vedesti } 

Ma trema , crudele ? 

Gli estremi son questi* 

La colpa , rammentalo 7 

Qui nuova non è. 
Ah forse una vittima 

Qui vuoisi da me ! 



SECONDO 49 

Clif. Ah troppo crudele (ad Enr.) 

Mercè mi rendesti ! 
D'un servo fedele 
Tu i dritti calpesti. ^ 
Ma tua quella misera 
Àncora non è ^ 

Ma vive chi svellere 
La può te da te! (partono da opposte parti 
Enr. , Leo. e Clif. Rosmonda rimane ) 



SCENA XIII 

Rosmondà poi Arturo 

RoS» v ( dopo aver guardato dietro Enrico ) 

h Partii — Si colga 1 opportuno istante } 
j» Vadasi» (s'avvia) 

Art. * E dove ? ( incontrandola ) 

Ros. » A respirar de' campi 

» L' aura tranquilla. 

Art. » E scelta 

» L'ora notturna hai tu? 

Ròs. » Nessuno almeno 

f» Il mio pianto vedrà. 

Art. ** Teco io verro m mi. 

Ros. » L'ebbi una fida compagnia 9 divelta 

» Ella mi fu dal fianco. Or deggio sola 
» Scender la valle del dolor. — » Se mai 
» Egli ten chiede , di me parla a Enrico 
» Come si parla d' un estinto amico. 

Alt. » Cielo ! che pensi ! 

Ros. » Ch' io 

» Più noi vedrò. — Pietoso Arturo, addio ! (parte) 

Art. » Fermati! (corre per trattenerla) E invanì 



5o 



ATTO 



SCENA XIV 



, Arturo e Norcesto 

Nor. (frettoloso) 3? Vedesti il re? 

Art. » Noi vidi, 

Nor. » Io per suo cenno intorno 

* Tutto spiai. Di Leonora i fidi 

n Occuparo anche il parco. 
Art. » Ah di Rosmonda 

99 Che fia ? 

Nor. ?> Pronti noi siamo a sua difesa. 

Art. 99 Ella nel parco è scesa. 

Nor. 99 Ebben si voli al re. Vietar potremo 

99 Forse un misfatto. 
Art. 99 II bramo io sì ? ma tremo. 

( partono ) 

SCENA XV 



Luogo remoto nel Parco di Voodstock. 
Evvi una fonte con alberi intorno. 

(Notte) 

Coro di Cacciatori e di Guerrieri di Leonora: 
escono da varie parti. 

Coro Oh come lenta a scendere , 
E la gentil donzella ! 
Colpa d' amor 5 che indocile 
Indietro ancor P appella. 
Colei per certo è misera 5 
Lasciar qui deve il cor ! 
Tutto lasciar 5 ed esule 
Lungi dal patrio accento, 
L' error degli anni giovani 



SECONDO 5i 

Scontar col pentimento} 
Ed in eterno piangere, 
Il suo perduto amor! — » 
Udiam ! — Oh inganno ! — L' anima 
Sempre a sperar rivolta, 
Osa un amico fingere 
In ogni suon che ascolta. — 
Celiamci intanto. Riedere 
Potremo all' uopo ancor. (si nascondono) 

SCENA XVI 

RoSMONDA 

Ecco la fonte! Ahi lassa! » ed lo temea 

» Non arrivarvi mai , eh' una gagliarda 

» Segreta man parca 

99 Sospingermi da lei 5 quasi presaga 

n Di sciagure, di morte!» — Ov'è? eli è tarda 

A raccormi al suo petto il padre mio? . . . 

Tutto è silenzio! Oh Dio! 

Sola aspettar io deggio ! — ■ Almen di' io posi 

Qui sovra questi sassi! Io son sì stanca , 

Sì piena di terror che il cor mi manca , 

E il piò mi trema. 

( siede sui marmi della fonte , poi di subito s 1 alza ) 
Oh me infelice! Un giorno 
Qui pur m' assisi, ed eran meco allora 
Le speranze fallaci . . . Oh lutto, oh scorno! 
Fuggiam . . . noi posso — . E s' egli 
Raggiungermi dovesse! . . . Ah ! va , crudele — 
Lasciami alfin. Ti basti > ingrato Enrico ! 
Che a me caro tu sei, benché nemico. 
Tu non sai quanto mi costi 

Te lasciar , che pur sei mio ! 

Ah perchè sì rio mi fosti , 

Perchè mai ti diedi il cor ! - 



ATTO 



Ma che vai l — - Per sempre addio \ 

Tu mai più non mi vedrai } 

Ma scordar tu noa dovrai 

Ch r io amai , eh' io t' amo ancor ! — 
Misera 1 io piango ancora ... 
Ah P importuna lagrima si terga! 
» E se P ultima fosse, e s' io dovessi 
» Qui rimanermi ognora? » ( odesi uno strepito ) 
Che sento ? — » Io tremo — * io gelo. » 
Là da quelP ombre ... oh cielo ! 
Alcun sen viene . . . — Oh gioja 1 è desso , è desso I 
Padre, t'affretta, vola! 
Vieni a salvarmi , o padre , e mi consola ! 

(.corre incontro a Clifford) 



SCENA XVII 

Clifford * Rosmonojl , poi Coro 

Clif. Oh figlia ! 

Ros. Ah mi sostieni 

Nel tuo paterno amplesso 1 

(abbandonandosi fra le sue braccia) 
Clif. Sorgi, io son teco. 

Ros. Mancano 

Le forze al core oppresso. 
Clif. Vinci te stessa ! Libera 

Tu non se' ancora. » Vieni. 
Ros. « Padre ! 

Clif. » E periglio attendere! » 

Ros. S 1 ei fosse tardi ! 

Clif. (sdegnato) — Olà ! (esce il Coro) 

Coro Signor. (uscendo) 
Clif. A forza traggasi 

Costei. 

Coro Fuggiam. 
Ros. Pietà, 



SECONDO 53 

(a CKf.) Ben io con te verrei, 
Ma noi consente il piè. 
De 1 lunghi mali miei 
Lontano il fin non è. 

Sul labbro mio V accento , 
Il di sugli occhi muor 5 
Già correre mi sento 
Di morte il gelo al cor. 
Coro e i Sgombra si fosche imagini 9 
Clif* \ Pon tregua al tuo dolor! 
Ros. Noi posso. 
Clif. Andiam. 
Coro Sollecita : 

Lunge a noi sorga il di. 
Ah! 

Nieghi dunque toglierti 
Al vitupero? 

Oh Dio ! 
Serva d' un vii ! 

Non io 

Lo son. 

Ma il fosti. 

Ah sì ! 
Ebben , t' invola al perfido 
Che P onor tuo tradì. 
Sì , partiam ! sia "1 nodo infranto ! 
Ch' io mi svelga alP onta 5 al pianto ! 
Deh ! che in pace al duol soccomba ? 
Lungi almen da un traditor. 
Io non chiedo al ciel perdono } 
Se fui rea 5 più vile or sono} 
Meco porto nella tomba 
Disperato 3 eterno amor ! 

Clifford e Coro 
Vinto il duol dell' abbandono 

Troverai riposo ancor. (partono) 



54 



ATTO 



SCENA XVIII 

Leonora poi Arturo 
Leo. Partì? S' insegua. (frettolosa) 

Art. (raggiungendola) I tuoi 

Cedono 

Leo. Ed io non cedo. 

Art. Che speri tu ? che vuoi ? 

Ei giunge. 
Leo. Io lo precedo. 

Art. Tu ? Deh t' arresta ? 

Leo. (furente) Lasciami $ 

Io so ferir. (parte) 

SCENA XIX 
Enrico ^ Arturo e Coro di Guerrieri 
Enr. (correndo) Ov' è ? 

Art. Fuggì. 

Enr. S' arrivi. 

j^rt. Ah fermati, 

Signor ? te ne scongiuro ! 
Enr. » Tu pur, tu pure, Arturo, 

« A lei nemico e a me? 
Art. » Non io, non io, lo giuro, 

« E il ciel avverso, o re. 
Enr. Che parli? Spiegati ? 
Art. Eccola. 



Enr. 
Leo. 



SCENA XX 

Leonora , Enrico , Arturo e Coro 



Che rechi tu? 



Vendetta. 



(a Leonora ) 



SECONDO 55 

Che fa Rosmonda? 

» Libera 
« Il tuo soccorso aspetta. 
h Ch' io la rivegga. » 

Mirala ! (trae En- 

rico verso la scena dov 1 è Rosmonda trafitta) 
Ah ! ( Arturo parte ) 

Chi P offese? 

» Io. 

» Trema ! anche un ferro è mio. (parte) 
» Mori. (va per ferirla; in quella esce Clifford) 

SCENA ULTIMA 

Enrico , Clifford e Coro , poi Arturo 

» Che fai? » Colpevole 

Sei di quel sangue tu. 

Amata io V ho ! 

Sì perfido 

L' odio giammai non fu. 

Pari alla colpa , infamia 

Cada , sleal , su te. 
» Ma d' ogni duol più barbaro 
» E il pentimento in me! — 
Perdon ti chieggo supplice, 

Del fallo mio perdono ! 

Dal ciel punito io sono , 

Sono infelice appien. 
Ch' io possa teco piangere 

Quanto perdemmo insieme! 

Io che non ho più speme , 

Pietade io inerto almen ! 
Tardo è '1 pentir ? e rendere 

La figlia a me non può! (odesi strepito) 
Chi vien ? 

Artur s' approssima. 



56 ATTO SECONDO 

Enr. Rosmonda? (ad Arturo che arriya) 

Clip Ebben ? 

Art. Spirò. g 

Enrico e Clifford 

Ah! 

Art. Ma dal ciel, dagli uomini 

Perdono e obblio pregò. 
Enr. Oh sventurata vittima 

Del più fatale affetto , 

Accogli le mie lagrime, 

E i miei sospiri almen ! 

Mira qual fier mi lacera 

Sdegno e rimorso il sen. 
TP ogni mia luce povero , 

Voto ? deserto il petto y 

lo son di te più misero ? 

Io che men vivo ancori 
Ah troppo 9 è ver 3 quest' anima 

Era beata allori 
« Ma sol perchè ti vendichi 

» Qui pur mi freme un cor. 
Coro Sire ? 
Enr. Cessate. 
Coro All' Anglia 

Volgi un pensiero , o Sire. 
Enr. » Che vuol da me ? 

Coro » Che tacciano 

w Gli odj civili e V ire 5 

» Che a lei tu viva. 
Enr. » 'Chiedono 

9> Sangue, giustizia e amor! » 



FINE